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Echi di Qwory #4

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Risonanze sommesse da scritture altrui

Dalla lettura di Qwory #3 di @mvrcodelrio

Permangono, nel quarto frammento della storia, alcune delle lacune comunicative già evidenti nell’episodio precedente*. Le parole di Winston lasciano trasparire molteplici sentimenti, principalmente riconducibili a incertezza, paura, e tardiva presa di coscienza.

L’incapacità di completare una frase senza difficoltà, le continue pause tra un pensiero e l’altro: tutto lascia intendere che ogni parola vuole essere pesata e ponderata. Winston ricerca, in ogni frase, il modo per far arretrare Victoria dalla posizione emotiva che sembra aver saldamente raggiunto, al fine di abbattere lo scudo affettivo che la divide da lui. Il tentativo, però, non riesce, anzi sembra alzare ancora di più la barriera tra i due.

Winston è consapevole della perdita imminente, ma non vi è ancora traccia di una reale accettazione. Victoria, al contrario, sembra trovarsi già oltre quel passaggio. La sua comunicazione appare coerente. La mancanza di indulgenza nello sguardo, le interruzioni dei discorsi di Winston, il richiamo continuo ai fatti piuttosto che alle intenzioni, e la chiusura del portone, costituiscono tutti tasselli dello stesso messaggio.

Particolarmente significativa è la frase: “Non rincorrermi se poi non sai restare.”, da cui si evince che Winston è capace di percepire l’assenza quando questa diventa insostenibile, ma non di abitare la presenza quando ne avrebbe l’occasione. Reagisce passivamente alla distanza, invece di costruire vicinanza.

Quando Winston se ne rende conto, decidendo di tornare indietro e fermare Victoria, interrompe il proprio schema abituale di evitamento. Eppure ciò che per lui rappresenta un enorme passo avanti, arriva in un momento in cui, per Victoria, non costituisce più una risposta adeguata. I due personaggi non stanno vivendo lo stesso tempo emotivo: Winston è appena arrivato a una consapevolezza che Victoria sembra aver maturato da molto.

Winston comprende il valore di ciò che ha davanti solo quando ne percepisce la perdita. E il lettore intuisce, con una chiarezza quasi dolorosa, che nessuna delle parole pronunciate quella sera avrebbe potuto colmare una distanza costruita in tutto il tempo passato.

*Per chi volesse recuperare il commento al precedente episodio https://mvrcodelrio.com/2026/05/01/echi-di-qwory-3/

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