Il nuovo taglio di capelli sembrava aver reciso, insieme alle lunghezze, anche le ultime fibre di energia rimaste ad Arianna. I malanni di stagione erano tornati a farsi presenti, inducendola a predisporre un nuovo e paziente tentativo di ristoro che accompagnasse la convalescenza.
Il lavoro, tuttavia, continuava a richiamarla con insistenza: incombenze, richieste, e, talvolta, disattenzioni altrui da ricomporre con prontezza. Sempre più spesso si ritrovava a dover intervenire su attività lasciate in sospeso, ereditando frammenti di lavoro incompleto che richiedevano tempo, attenzione, e crescente tolleranza.
Era una fatica sottile, non sempre visibile, ma persistente. Segnalare ciò che non funzionava non le risultava naturale, e ancor meno agevole quando significava esporlo agli stessi interessati o a chi stava al di sopra. Eppure, nel silenzio delle proprie considerazioni, restava ferma una convinzione: ogni impegno, per quanto piccolo, merita di essere portato a compimento con cura.

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