La brezza del mattino, tanto gradita quanto inattesa, aveva costretto Arianna a risollevare il sottile lenzuolo che, ormai da qualche settimana, giaceva quasi inutilizzato ai piedi del letto. L’aria entrata dalla finestra aveva rinfrescato non soltanto la stanza, ma anche la sua funzione.
Il cielo appariva, al tempo stesso, nuvoloso e luminoso, al punto che Arianna, aprendo gli occhi, pensò che la sveglia non fosse suonata. Solo pochi istanti dopo si rese conto che era semplicemente la stagione a regalarle un’alba più precoce, particolarmente preziosa in quel periodo dell’anno.
Nei pochi giorni di vacanza appena trascorsi, Arianna aveva colto l’occasione per recarsi fuori paese. Fece visita a un’amica che si trovava in villeggiatura in una località della provincia limitrofa. Dopo circa un’ora di viaggio, raggiunse la destinazione, e, ad accoglierla, trovò Carola insieme al marito Lamberto e ai loro bambini: Lio, ormai prossimo ai cinque anni, e la piccola Vera, di pochi mesi.
La giornata trascorsa ai piedi della montagna si rivelò rigenerante. Se in città il sole rendeva già difficili le ore del mattino, lassù l’aria conservava ancora una freschezza gentile. Dopo un pranzo semplice e gustoso, Arianna e Carola si accomodarono sulle poltrone del giardino. Rimasero lì per diverse ore, accompagnate dal fruscio delle foglie e dai giochi dei bambini, raccontandosi frammenti delle rispettive vite. Bastarono pochi minuti per ritrovare la confidenza di sempre, come se mesi di silenzi e impegni non fossero mai esistiti.

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