I compagni di vicinato si apprestavano a partire per trascorrere altrove i pochi giorni di vacanza ormai alle porte. Se, da un lato, ad Arianna dispiaceva un poco non poter fare altrettanto, dall’altro quella quiete domestica rappresentava esattamente ciò di cui aveva bisogno.
Negli ultimi giorni aveva iniziato ad avvertire una stanchezza sottile ma persistente, alimentata dai frequenti risvegli notturni e dal caldo intenso. L’estate sembrava aver deciso di presentarsi senza preavviso, cogliendola impreparata.
Tra le incombenze da recuperare, vi era il ripristino dei dispositivi destinati a rinfrescare la casa durante le settimane più torride. Per raggiungerne uno, fissato al centro del soffitto del soggiorno, Arianna dovette spostare gran parte degli arredi e sistemare una scala nel mezzo della stanza. Gradino dopo gradino, percepiva il mutare dell’aria. L’altezza del soffitto tratteneva il calore negli strati superiori della stanza, e il tepore – che al pavimento appariva sopportabile – diventava, lassù, opprimente.
L’incombenza si rivelò meno gravosa del previsto. Bastarono pochi minuti di lavoro per restituire a tutto la piena funzionalità, e, ad Arianna, un po’ di sollievo.

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