Non posso più concedermi lo scorrere
Tra le fotografie che scordai di scordare,
Tra le ch’or torno a voler vedere,
Tra le ch’avrei dovuto scattare,
E mirar te che mi fissi, e me che ti fisso,
E lasciar ch’ogni moto fàcciasi cheto,
Pur se nulla ‘ntorno ceda ‘l compromesso.
Quanto farebbe ancor male, mi chiedo,
S’avessi ardir bastante per dirtelo schietto,
Per dirti che lego l’arti tutti al timone,
Con solo un legaccio, e m’offro soggetto
Alla nenia di sirene che sanno ‘l tuo nome.
Non posso più concederti di vagare
Tra pensieri che ‘n oso lassare svanire,
Tra li che ‘n so più come ordinare
Sin vana pompa, orgoglio, o stolto ardire.
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