27/02/1925 – ore 22:48
L’ora è tarda e ‘l corpo mi prega pe’l sonno ma debbo cronacare in la maniera più celere ed esaustiva possibile l’incredibile avventura odierna. Il signor Tinsteel mi diede appuntamento presso Neckwood prima dell’alba pe’ condividere l’intero dì d’obbligazioni in Naught Port giunti e frettolosamente visti l’impegni ch’ei avea preso pe’l meriggio. Rivato al punto d’incontro, ei mi comunica che non si sarebbe fiancato e ch’avrei dovuto completare l’attività designatemi in solitaria. Poco male, nonostante il fastidio iniziale pe’l cambio di programma – quistione sulla quale ben sono sensibile ch’ei ben sa, ormai – poiché anche solo non avrei dovuto impiegare più del tempo necessario per una normale giornata impiegatizia. Ho deciso, tuttavia, sulla strada pe’ Threeks, nella contea di Naught Port, d’anticipare l’obbligazioni che mi sarebbero rimaste pe’ dimani e lungare un poco l’ore col fine di guadagnare l’intera mane ch’ha di che venire. Fisicamente sto passando un periodo discreto e compatibile con codesta richiesta e ho impiegato poco per confermarmi tale scelta. La terza ora del meriggio è arrivata velocemente, coi tabulati di due giorni completati e la brama di giungere in Lylcoin il prima possibile. Mi trovavo sullo stradone d’uscita da Sheerburg quando la vettura ha cominciato a singultare una mezza dozzina di volte prima di arrancare verso un’apertura a lato della strada pe’ lassarsi collassare in qualche altro esasperato singhiozzo. Ho apprezzato la capacità ch’ho dimostrato nel mantenere calma e lucidità, fattori fondamentali in istanti del genere pe’ valutare l’opzione migliore possibile pe’ risolvere un impiccio tale. Abbandonato il poso di guida ho perusato d’una parte l’altra de’ componenti meccanici sin comprenderne assolutamente nulla. Non ho mai studiato né mostrato interesse pe’ tale disciplina, per quanto utile si sarebbe dimostrata oi. Le possibili strade che mi si paravano innanzi non erano molte e ho intrapreso la più diretta e celere possibile. Ho raggiunto il primo emporio disponibile, uno di medie dimensioni vista la ricerca d’un apparecchio farsonico che sicuramente non avrei recuperato presso la botteghina d’angolo. Sull’agenda che traggo meco aveo puntato molti mesi addietro le coordinate numeriche dei ricevitori dell’ufficio della Frontprice e le dell’ufficio del signor Tinsteel. L’impiegato dell’emporio s’è mostrato ben lieto di pormi l’apparecchio e spiegarmi come utilizzarlo. Al ché mi son impegnato nell’esplicare la situazione a entrambe le parti contattate e m’hanno assicurato che una carrozza trainante sarebbe venuta a recuperare la vettura oramai sopita in qualche ora. Il problema a quel punto era come tornare a Lylcoin. Pernottare presso Sheerburg dando fondo a molti dell’ori che sto tentando di salvare cada mese? Vagare pe’ la città e dimandare ai passanti quale fosse il mezzo più celere, disponibile e prossimo ch’avrebbe traversato due contee in giornata? Oibò, pare che Sheerburg nemmeno possegga una stazione ferroviaria. Sostando presso l’emporio succitato, ciarlando un poco coll’impiegato mentre sorseggiavo un caffé offertomi, il trillo dell’apparecchio farsonico rispose alle mie domande colla voce del signor Tinsteel che, sebbene impossibilitato a giungere presso Sheerburg pe’ riportarmi in patria, avea contattato la signorina Calvin che ben s’è prodigata a lassare Lylcoin pe’ dirigermi verso me. Orbene, nel frattempo aveo di che attendere la carrozza di soccorso e, successivamente, presentarmi alle porte del paese di modo ch’anche Florence non potesse mancarmi. La carrozza di soccorso è giunta dopo un paio d’ore dalle mie comunicazioni coll’ufficio della Frontprice e l’addetto m’ha informato ch’avrebbe trascinato il corpo esanime della mia vettura presso Blackhand Burg, a una mezz’ora di trotto da lì. Ne’ giorni seguenti s’avranno avuto informazioni riguardo, cosa ch’or ho bene di che pensare poiché, se giustabile, debbo pur ire pe’ ripigliarmela. Secondo i mie’ calcoli, inoltre, Florence sarebbe giunta in Sheerburg dopo altre due ore. Dopo essermi congedato dall’impiegato dell’emporio soffocandolo di ringraziamenti, mi son diretto verso la fabbrica di Sheerburg, la Active Corp. ove solgo svolgere sovente alcune mansioni inventariali di recupero pe’ l’altri mie’ colleghi. Livi, di fatto, v’è una piccola locanda a lato dell’ingresso dello stabilimento presso la quale avrei potuto recuperare un poco del tepore che la camminata di trenta minuti lì verso m’avea tolto. La siorìna Calvin è rivata nel tempo previsto e abbiamo condiviso un lungo ma piacevole viaggio verso Lylcoin. Lungo la strada mi sono premurato di concederle un pasto più che degno della gratitudine che si meritava pe’l tragitto effettuato e, di sicuro, avrò modo ancora milliaia di volte pe’ porgerle ancora favori e piaceri. Or debbo dormire qualche ora poiché in qualche modo, dimani, debbo recuperare una qualche vettura p’ottemperare alle mie obbligazioni in arrivo.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Secondo, “Trialoghi Icastici”
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