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Permanenze #76

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Tra gli impegni disseminati nella settimana, era giunto anche il momento di un ritrovo conviviale tra Arianna e alcune amicizie di lunga data.

Non si poteva dire, però, che quell’incontro fosse davvero atteso da parte sua. Negli ultimi tempi, anzi, Arianna aveva imparato a coltivare con dedizione la solitudine, non come forma di chiusura verso il mondo, ma come rifugio silenzioso in cui ritrovare equilibrio, lucidità, e una presenza umana che non chiedesse continuamente di essere rincorsa.

Le persone che un tempo considerava vicine sembravano, in fondo, non avvertire davvero la mancanza della sua presenza. Continuavano a incontrarsi, a condividere momenti e giornate, ma raramente sentivano il bisogno di coinvolgerla spontaneamente.

Fu anche per questo che Arianna aveva scelto di smettere di inseguire certi legami: aveva compreso che molte relazioni erano rimaste vive soltanto grazie alla costanza con cui lei stessa aveva continuato ad alimentarle. Nel momento in cui aveva allentato la presa, quasi tutto aveva iniziato lentamente a perdere forma e consistenza.

Restavano poche le persone davvero degne della sua cura, così poche da potersi contare sulle dita delle mani. Arianna iniziava a pensare che certi affetti non si misurano nella quantità delle presenze, bensì nella qualità del ritorno, inteso in tutte le sue forme…

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