08/12/1925 – ore 21:14
Jerome Vixen partecipa alla compagnia Fox Reprise fin dall’albori d’essa. Non mi sono mai dilungato riguardo probabilmente perché, dissimilmente dall’interazioni ch’ho quasi cotidianamente coll’altri membri, vedasi la signorina Calvin o il signor Caque, col signor Vixen il rapporto rimane molto più professionale che personale. Non che vi sia motivo di confinarlo di fuori d’una confidenza paragonabile alla de’ due succitati ma, quissà, non ne percepisco ‘l bisogno. Tuttavia, l’apporto ch’ei fornisce all’opere della compagnia è tutt’altro che marginale, di contro, rasenta ‘l fondamentale. Sono solito dilungarmi ‘n riunioni private con ei, di modo d’affinare le molte valide proposte che trae seco fin allo studiolo di Streamver. Inoltre, non sono rare l’occasioni ‘n cui mi vedo complimentarne la costanza performativa ne’ momenti dell’esibizioni serali ch’abbiamo avuto di che effettuare fino ad ora. Vi sono molti dettagli su cui v’è da travagliare sin vergogna, di modo da offrire la qualità che demagogicamente proclamiamo di torno d’Hillfoot, ma le solide fondamenta donde s’ereggono le sue abilità mi danno di che ser fiducioso e ottimista. Inoltre, la sproporzionata dose d’esperienze alle sue spalle, paragonabile ‘n qualche maniera alla che reco io, non può ch’essere considerata come addizionale fonte ispirativa pe’l sottoscritto, alla ricerca costante di prospettive e panni ne’ quali mai sono riuscito a infilarmi. Da quanto ho compreso, Jerome è originario di John’s Post, un paesino montano non proprio attiguo a Bolinthos. Ei e ‘l signor Caque ritracciano le loro conoscenze a molti lustri addietro e, quest’ultimo, è ‘l nodo comune ch’ha portàtomi a includere ‘l signor Vixen nel circolo. A quest’ultimo riguardo: vi sarebbe, un dì, da stilare una breve sinossi dell’intera prospettiva che denominiamo Fox Reprise ma credo ch’il cronacare quest’ultimi tre anni finora, dal dì ‘n della fondazione, possa risultare un processo tedioso e poco fruttevole. Lo lasso a macerare pe’ dì più vacui e ispirati. Oi percepisco una fatica insopportabile. Debbo coricarmi.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”

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