Ticchetta la pioggia, nel dì spento e grigio,
mentre osservo la noia tenermi in assedio.
Chissà di che parlan’ codesti passanti,
guardando i miei occhi, delusi ed affranti.
S’adagiano lente le ore sui vetri,
tra sogni svaniti e pensieri già tetri.
Si piegano, stanchi, i riflessi sul muro,
nel freddo e nel vento dell’inverno più oscuro.
E intanto la strada trascina il suo canto,
con scarpe bagnate e silenzio consunto.
Mi tengo nel petto, che il tempo scolora,
sognando il domani in cui torna l’aurora.

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