La settimana si era aperta sotto il segno di una lieve incertezza fisica. Un ginocchio improvvisamente dolente rendeva il passo di Arianna instabile, costringendola a muoversi con cautela, in un equilibrio fragile.
Le giornate uggiose, con ogni probabilità, non favorivano alcun miglioramento; al contrario, sembravano appesantire i movimenti, rallentando ogni gesto.
A distoglierla, almeno in parte, dal pensiero di quel disagio, erano sopraggiunte alcune giornate lavorative particolarmente intense, che l’avevano trattenuta per ore alla scrivania, tra schermo e carte. Molte incombenze si erano rivelate semplici, ma numerose, urgenti, e tali da richiedere una presenza continua e concentrata.
Rientrare a casa, la sera, assumeva allora il valore di un sollievo immediato: un varco attraverso cui lasciare alle spalle il disordine accumulato. Tra le mura domestiche, ogni cosa pareva sospendersi. Il rumore, i pensieri, e la fatica restituivano al tempo una qualità più quieta e armonica.

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