Il Diario dei Trialoghi Icastici #197 (#562)

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12/01/1925 – ore 20:25- #197 (#562)

Per quanto ‘l dì di fatto si sia svolto per completo didentro le mura del mio appartmento d’April Street, ho avuto il modo di poter tornare a espletare molte delle mie attività secondarie in codesta domenica sin Lily od obbligazioni. Scarsamente colto dall’ispirazione, tuttavia, ho lassato che i palmi s’abbandonassero alla penna nella maniera che più ne veniva comoda e nonostante tutto posso ritenermi soddisfatto delle pagine che ho veduto crescere nell’ore della tarda mane e del primo meriggio. A ser sincero, poscia un paio d’ore a seguito del desino mi son recato presso la locanda di Mark per indugiare in un poco di leggerezza volgare per attutire l’impellente settimana d’impieghi che m’attende innanzi. Nell’ultime settimane, inoltre, sto lassando che ‘l viso cresca ispido e irregolare, sin badare alla toeletta, piute pe’ sperimento che pe’ scelta stilistica o vezzo e, al momento di codesta entrata, nulla più che l’aspettato s’è palesato; quissà serviranno mesi ancora pe’ un’adeguata ristrutturazione del mio aspetto. Le vivande che Ada ha lassato in April Street ieri son risultate estremamente utili nella preparazione de’ pasti pe’ la giornata d’oi e quella di domani e credo che con il minimo impegno necessario ì riesca a mantenere la promessa al signor medico che m’ha prescritto cotale stritta dieta alimentare. Debbo, tuttavia, assolutamente tentare di cangiare un qualché nelle mie metodologie di reposo poiché, come già menzionato addietro – o perlomeno credo –  le notti scorrono altalenando una veglia improvvisa a quiete insuperabile ma, al destarmi, par che l’ore inconsce non siano mai sufficienti. Dimani mi risolverò nello cangiare i panni del letto e confronterò il risultato con le notti delle settimane appena scorse. A breve mi porrò dinnanzi alla mia agenda, prima di lassarmi cedere alle braccia del buio, di modo d’organizzare la settimana d’urgenze e obbligazioni nella maniera più efficiente possibile. Mi è giunto un breve telegramma da Gersburg, nel meriggio, quasi m’obliavo, che m’avverte che Lily ancor pare non scrollarsi di dosso il malanno stagionale che l’affligge da giorni. Nulla di preoccupante, mi rassicura Annie, ma una visita dal medico della zona eliderà ogni greve preoccupazione ne’ prossimi dì.

Mark Otherales, Taverna “The Lazy River”, Lylcoin, Contea di Bolinthos, 1925


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