TESTO
I’m trying to believe that I’m fine,
I’ve been spinning around
Like the pills on the ground,
They’ve been staring at me,
I’ve been up, I’ve been down,
I’ve been sideway, somehow,
With my fists on the bricks
Of the deepest of pits, tell me
Am I some kind of monster?
Some kind of failure?
Some kind of demon I can’t even see?
I’ve been lying in your lies
With your eyes into mine
Trying to cry, d’you know what it’s like, now,
To be different, to be slipping again from the edge?
Am I dead? ‘Cause I still think that I’m still
Falling over again,
Then crawling back to the ledge
To fall and somehow forget
I’ve fallen over again
And I’m starting to think it might be me, I can’t help it,
I’ve been dragging you deeper, you see? I can’t help you,
I’m falling over again
And I’ve wasted my wings on my first attempt
And it’s a blessing and a curse, I guess,
I’ve eaten all the dirt you left,
I’m running out of breath
You’re back and hell is better once again
‘Cause at least you’ll burn out with me.
Try and believe me, this time,
I’ve been spinning around
Like the curves of my frowns
As you’re staring at me,
I’ve been up, I’ve been down,
Made a home underground
With my head on my hands
And a hole in my chest, tell me
Am I just a disaster?
One of your errors?
Some kind of desperate excuse for your pride?
I’ve been missing your lies
As your eyes tried to cry
As you sighed, d’you know what it’s like, now,
To be different, to be slipping again from the edge?
Are we dead? ‘Cause I still feel like I’m still
Falling over again,
Then crawling back to the ledge
To fall and somehow forget
I’ve fallen over again
And I’m starting to think it might be me, I can’t help it,
I’ve been dragging you deeper, you see? I can’t help you,
I’m falling over again
And I’ve wasted my wings on my first attempt
And it’s a blessing and a curse, I guess,
I’ve eaten all the dirt you left,
I’m running out of breath
You’re back and hell is better once again
‘Cause at least you’ll burn out with me.
Where did we leave all the dreams that we had?
Was that Sunday you told me to try and forget?
I’ve been trying, I swear, but the glass broke my hand
And I feel like I’m fine with remembering the pain that you left.


TRADUZIONE
“Disincantato“
Sto cercando di convincermi che sto bene,
Ho girato in tondo
Come le pillole sul pavimento,
Mi fissano immobili,
Son stato su e son stato giù,
Sono andato alla deriva, in qualche modo,
Con i pugni contro i mattoni
Del più profondo degli abissi, dimmi:
Sono una sorta di mostro?
Una specie di fallimento?
Un demone che neanche riesco a vedere?
Sono rimasto intrappolato nelle tue bugie,
Con i tuoi occhi nei miei,
Cercando di piangere—
Sai com’è, adesso,
Essere diversi, scivolare di nuovo via dal bordo?
Sono morto? Perché continuo a sentirmi ancora
Cadere, ancora una volta,
Poi strisciare di nuovo verso il precipizio
Per gettarmi giù e in qualche modo dimenticare che
Sono caduto ancora una volta,
E sto iniziando a pensare che il problema sia io, non posso evitarlo,
Ti ho trascinato sempre più giù, lo vedi? Non posso salvarti,
Sto cadendo ancora una volta.
Ho sprecato le mie ali al primo tentativo,
E’ una benedizione e una condanna, suppongo,
Ho ingoiato tutta la polvere che hai lasciato,
Sto rimanendo senza fiato—
Sei tornata e l’inferno è di nuovo più sopportabile,
Perché almeno brucerai insieme a me.
Cerca di credermi, stavolta,
Ho girato in tondo
Come le curve dei miei sorrisi spezzati
Mentre mi fissavi,
Sono stato su, Sono stato giù,
Ho trovato casa sottoterra,
Con la testa tra le mani
E un vuoto nel petto, dimmi:
Sono solo un disastro?
Uno dei tuoi errori?
Un’ennesima, disperata scusa per il tuo orgoglio?
Mi sono mancati persino i tuoi inganni,
Mentre i tuoi occhi cercavano di piangere,
Mentre sospiravi—
Sai com’è, adesso,
Essere diversi, scivolare di nuovo via dal bordo?
Siamo morti? Perché continuo a sentirmi ancora
Cadere, ancora una volta,
Poi strisciare di nuovo verso il precipizio
Per gettarmi giù e in qualche modo dimenticare che
Sono caduto ancora una volta,
E sto iniziando a pensare che il problema sia io, non posso evitarlo,
Ti ho trascinato sempre più giù, lo vedi? Non posso salvarti,
Sto cadendo ancora una volta.
Ho sprecato le mie ali al primo tentativo,
E’ una benedizione e una condanna, suppongo,
Ho ingoiato tutta la polvere che hai lasciato,
Sto rimanendo senza fiato—
Sei tornata e l’inferno è di nuovo più sopportabile,
Perché almeno brucerai insieme a me.
Dove abbiamo lasciato tutti i sogni che avevamo?
Era quella domenica che mi hai detto di provare a dimenticare?
Ci sto provando, lo giuro, ma il vetro mi ha tagliato la mano,
E penso che mi vada bene ricordare il dolore che hai lasciato.
ANALISI AI

“Disenchanted” è una canzone che esplora la spirale discendente della disillusione, del senso di colpa e della lotta contro sé stessi. Attraverso immagini potenti e un linguaggio evocativo, il testo dipinge un’anima tormentata, intrappolata tra il desiderio di redenzione e la consapevolezza di essere la causa del proprio dolore. Il protagonista vaga tra il rimpianto e l’autodistruzione, cercando di convincersi di stare bene mentre affonda sempre di più, trascinando con sé anche chi gli è vicino. Il tema della caduta ricorre in tutta la canzone, simboleggiando la perdita di controllo e la difficoltà di risalire dopo aver toccato il fondo. In un’alternanza tra rabbia, disperazione e un’amara accettazione del proprio destino, il brano si conclude con un ricordo doloroso che riaffiora, dimostrando come, nonostante tutto, certe ferite restino indelebili.
I’m trying to believe that I’m fine
Questo verso introduce immediatamente il conflitto interiore del protagonista, suggerendo una lotta tra la percezione di sé e la realtà emotiva. L’uso del verbo trying implica un tentativo forzato di auto-convincimento, come se il protagonista stesse cercando di negare il proprio dolore o la propria crisi interiore. Il termine fine appare quasi come una parola vuota, un concetto irraggiungibile che il protagonista tenta di afferrare senza successo.
I’ve been spinning around
L’immagine del girare in tondo è una metafora dell’instabilità mentale ed emotiva. Il movimento circolare suggerisce una condizione di smarrimento e di confusione, come se il protagonista fosse intrappolato in un ciclo senza via d’uscita. Questo verso trasmette una sensazione di vertigine, di perdita di controllo e di ripetitività, enfatizzando il tormento interiore che lo affligge.
Like the pills on the ground
L’accostamento al movimento delle pillole cadute a terra introduce un elemento più oscuro, evocando una possibile dipendenza da farmaci o un riferimento all’automedicazione come tentativo di fuga dalla sofferenza. Le pillole disseminate sul pavimento possono simboleggiare una disperazione silenziosa, un fallimento nel tentativo di ritrovare un equilibrio mentale o una lotta contro il bisogno di anestetizzare il dolore.
They’ve been staring at me
L’attribuzione di un’intenzionalità agli oggetti inanimati (they’ve been staring at me) accentua il senso di paranoia e alienazione. Il protagonista sente il peso di uno sguardo giudicante, che potrebbe essere una proiezione della sua stessa coscienza o la percezione di un’inesorabile oppressione. Questo senso di persecuzione potrebbe derivare dal senso di colpa, dal rimpianto o dalla consapevolezza di essere intrappolato in una condizione autodistruttiva.
I’ve been up, I’ve been down,
Questa alternanza di stati emotivi riflette un’instabilità psicologica marcata, dove il protagonista oscilla tra momenti di apparente ripresa e ricadute nel proprio abisso personale. La brevità del verso e la sua struttura binaria enfatizzano la rapidità con cui l’umore del protagonista cambia, creando un effetto di contrasto tra speranza e disperazione.
I’ve been sideway, somehow,
Il termine sideway introduce un’ulteriore dimensione di incertezza. Se “up” e “down” definivano due estremi, sideway rappresenta un limbo, una condizione di disorientamento in cui il protagonista non è né in ascesa né in caduta, ma piuttosto perso in una direzione indefinita. L’aggiunta di somehow sottolinea l’incomprensibilità della sua stessa condizione, suggerendo che non ha un controllo chiaro su ciò che gli sta accadendo.
With my fists on the bricks
L’immagine delle mani chiuse a pugno contro i mattoni evoca rabbia e frustrazione. I mattoni possono rappresentare un ostacolo solido e impenetrabile, simbolo di un muro che il protagonista cerca disperatamente di abbattere. Il gesto di colpire suggerisce una lotta contro una barriera invisibile, forse una resistenza al proprio dolore o un tentativo di combattere i propri demoni interiori.
Of the deepest of pits, tell me
L’idea di una fossa profonda rafforza la sensazione di abbandono e disperazione. Il protagonista si trova metaforicamente in un punto di non ritorno, sepolto nel proprio tormento. L’uso del superlativo deepest enfatizza il grado estremo della sua sofferenza, mentre l’interrogazione che segue (tell me) suggerisce un bisogno urgente di risposte, quasi come un grido d’aiuto.
Am I some kind of monster?
Questa domanda riflette un’auto-percezione distorta e una profonda insicurezza. Il protagonista si interroga sulla propria natura, temendo di essere diventato qualcosa di ripugnante o inaccettabile. Il termine monster suggerisce un senso di colpa o una disconnessione dalla propria umanità, forse causata da azioni passate o da un’incapacità di riconoscersi.
Some kind of failure?
L’idea di fallimento si collega alla paura del protagonista di non essere all’altezza delle aspettative, proprie o altrui. Il tono della domanda suggerisce una riflessione angosciata, come se il protagonista stesse cercando di comprendere la propria condizione attraverso etichette autoimposte. Il fatto che la domanda rimanga senza risposta rafforza il senso di incertezza e autodistruzione.
Some kind of demon I can’t even see?
Il termine demon introduce un elemento più astratto, suggerendo un conflitto interiore profondo e irrisolto. L’idea che questo demone sia invisibile implica che il protagonista non riesca nemmeno a identificare la causa del proprio tormento, rendendolo ancora più insidioso e ineluttabile. L’incapacità di vedere chiaramente la propria rovina aggiunge una dimensione di impotenza e smarrimento.
I’ve been lying in your lies
Questo verso esprime un senso di tradimento e rassegnazione. Il protagonista riconosce di essere stato intrappolato in menzogne altrui, ma allo stesso tempo suggerisce una complicità implicita, come se fosse rimasto in questa situazione pur essendone consapevole. L’uso del verbo lying ha un doppio significato: può riferirsi sia al mentire sia al giacere, suggerendo che il protagonista si sia letteralmente adagiato in questa rete di inganni.
With your eyes into mine
L’immagine dello sguardo reciproco aggiunge un’intimità dolorosa alla narrazione. Il protagonista sembra cercare risposte o connessione negli occhi dell’altro, ma la posizione di vulnerabilità suggerita dal verso precedente indica che questo contatto visivo potrebbe essere più una forma di sottomissione che di confronto.
Trying to cry, d’you know what it’s like, now,
L’incapacità di piangere suggerisce una repressione emotiva o una desensibilizzazione al dolore. Il protagonista si sforza di esprimere la propria sofferenza, ma sembra bloccato in un’apatia emotiva. La domanda che segue (d’you know what it’s like, now?) introduce una sfida diretta, come se il protagonista cercasse di far comprendere all’altro la propria condizione disperata.
To be different, to be slipping again from the edge?
L’essere diverso può riferirsi sia a una sensazione di alienazione rispetto agli altri sia a un cambiamento radicale nella percezione di sé. L’immagine dello slipping from the edge suggerisce un rischio imminente, come se il protagonista fosse sull’orlo di un baratro, fisico o metaforico. Il verbo slipping implica una perdita di controllo, una discesa inevitabile verso un destino oscuro.
Am I dead? ‘Cause I still think that I’m still
La domanda finale introduce un’ambiguità tra la vita e la morte, tra esistenza e annullamento. Il protagonista si interroga sul proprio stato, incapace di distinguere se sia ancora vivo o se abbia già oltrepassato un confine irreversibile. L’uso del verbo think sottolinea la confusione mentale, mentre la ripetizione di I’m still lascia la frase sospesa, enfatizzando il senso di incertezza e perdita d’identità.
Falling over again
Questo verso stabilisce immediatamente un senso di ripetizione e inevitabilità, suggerendo che il protagonista si trovi intrappolato in un ciclo autodistruttivo. Il verbo falling evoca una perdita di controllo e un abbandono a forze più grandi di lui, mentre over again enfatizza la natura incessante di questa caduta, quasi come un destino ineluttabile. Il tono suggerisce stanchezza e rassegnazione, come se il protagonista avesse ormai accettato questa discesa come parte della propria esistenza.
Then crawling back to the ledge
L’uso di crawling aggiunge un’immagine di estrema vulnerabilità e disperazione: il protagonista non solo cade, ma è costretto a strisciare per tornare sul bordo del precipizio. Questo movimento suggerisce una sorta di ossessione per il rischio e l’autodistruzione, come se non potesse fare a meno di avvicinarsi nuovamente all’orlo, sapendo che cadrà di nuovo. Il termine ledge richiama l’idea di un confine tra sicurezza e rovina, tra stabilità e perdita di sé, rendendo ancora più evidente la fragilità della sua condizione.
To fall and somehow forget
Qui il tema della caduta si intreccia con quello della dimenticanza, suggerendo che il protagonista potrebbe cercare in essa una forma di sollievo. Somehow forget implica che l’atto stesso di precipitare possa servire a cancellare qualcosa di doloroso o insopportabile. La caduta diventa quindi un meccanismo di difesa, un modo per evitare di affrontare i propri demoni interiori o i ricordi che lo tormentano.
I’ve fallen over again
Il ritorno a questa frase ribadisce l’idea di un ciclo continuo, senza possibilità di interruzione. Il protagonista si trova nuovamente nella stessa situazione, incapace di apprendere dagli errori o di trovare una via d’uscita. La ripetizione di fallen rafforza il senso di resa, mentre over again sottolinea la frustrazione di un’esperienza che si ripete in maniera ossessiva.
And I’m starting to think it might be me, I can’t help it,
Qui si introduce un momento di consapevolezza: il protagonista inizia a sospettare che la causa della sua rovina sia lui stesso. Il tono cambia leggermente, passando da una narrazione fatalista a un’ammissione di responsabilità. Tuttavia, l’uso di I can’t help it dimostra che, pur riconoscendo il proprio ruolo in questa autodistruzione, si sente impotente nel cambiarla. C’è una tensione tra accettazione e disperazione, tra il riconoscere il problema e l’essere incapace di affrontarlo.
I’ve been dragging you deeper, you see? I can’t help you,
Questo verso aggiunge una dimensione relazionale al conflitto interiore del protagonista. Qui si suggerisce che la sua caduta non influisca solo su di lui, ma anche su qualcuno vicino a lui. L’uso di dragging implica un’azione involontaria ma distruttiva, come se il protagonista fosse una forza che trascina con sé chi gli sta accanto. Il you see? introduce una sorta di confessione o richiesta di comprensione, mentre I can’t help you suggella l’idea che il protagonista sia consapevole del proprio effetto negativo sugli altri ma sia impotente nel fermarlo.
I’m falling over again
La ripetizione di questo verso funge da ritornello emotivo, enfatizzando ulteriormente la ciclicità della sofferenza del protagonista. Qui, però, assume una risonanza più tragica, poiché è ormai chiaro che questa caduta non è soltanto personale, ma ha delle ripercussioni su chi gli sta vicino.
And I’ve wasted my wings on my first attempt
Questa immagine introduce una metafora potente: le ali rappresentano una possibilità di salvezza o di fuga, ma il protagonista le ha sprecate fin dal suo primo tentativo. Ciò suggerisce che abbia provato a sollevarsi in passato, forse con speranze o illusioni, ma abbia fallito in modo irreparabile. Il termine wasted rafforza l’idea di un’occasione persa, di un errore che non può essere annullato.
And it’s a blessing and a curse, I guess,
Qui emerge una dualità nella visione del protagonista. Il suo destino, la sua condizione, è al tempo stesso una benedizione e una maledizione. Questa contrapposizione indica una complessità nel suo stato mentale: forse la caduta e la sofferenza gli permettono di sentirsi vivo, o forse la sua autodistruzione è l’unica cosa che gli dia un senso di identità. L’uso di I guess suggerisce incertezza, come se il protagonista stesso non fosse sicuro di come interpretare la propria esistenza.
I’ve eaten all the dirt you left,
Questa immagine è cruda e simbolica. Mangiare la terra può rappresentare umiliazione, sottomissione o la volontà di interiorizzare tutto il dolore lasciato dall’altro. Il dirt lasciato da qualcuno suggerisce un passato di sofferenza condivisa, in cui il protagonista ha assorbito ogni ferita e ogni delusione inflitta da questa persona. Il verbo eaten accentua la passività con cui ha accettato questo dolore, come se avesse fatto parte del suo nutrimento emotivo.
I’m running out of breath
Questa frase introduce una sensazione di esaurimento fisico ed emotivo. Il protagonista si sente soffocare, come se il peso della sua caduta e della sua sofferenza fosse ormai troppo da sopportare. L’esaurimento del respiro è spesso associato all’ansia o alla disperazione, sottolineando il senso di oppressione e l’incapacità di continuare a lottare.
You’re back and hell is better once again
Qui il ritorno di qualcuno cambia drasticamente la percezione del protagonista. Hell is better suggerisce che la sofferenza inflitta da questa persona sia in qualche modo più tollerabile o persino desiderabile rispetto alla solitudine o al vuoto lasciato dalla sua assenza. Il concetto di inferno assume un valore quasi paradossale: è un luogo di tormento, ma è familiare, e dunque preferibile all’incertezza del nulla.
’Cause at least you’ll burn out with me.
Il verso finale suggella il tema della distruzione condivisa. Il protagonista non è solo nella sua caduta: se deve bruciare, almeno non lo farà da solo. Il termine burn out può riferirsi sia a un esaurimento fisico ed emotivo sia a una distruzione definitiva. Qui emerge una sorta di oscura consolazione nel fatto che anche l’altra persona sia coinvolta in questo destino tragico. Non c’è redenzione, solo la certezza che il dolore sarà condiviso fino alla fine.
Try and believe me, this time,
Questo verso apre con un tono quasi supplichevole, come se il protagonista fosse in cerca di fiducia o comprensione da parte di qualcuno che probabilmente in passato ha dubitato di lui. L’uso dell’imperativo Try rafforza l’idea di un appello diretto e urgente, mentre this time suggerisce che ci siano stati tentativi precedenti falliti, dando l’idea di un ciclo ripetuto di promesse infrante o incomprensioni. Il bisogno di essere creduto lascia intravedere un conflitto latente, una lotta tra la propria realtà interiore e la percezione che gli altri hanno di lui.
I’ve been spinning around
Qui emerge un senso di instabilità, di perdita di orientamento. Spinning around suggerisce un movimento vorticoso, che può essere sia fisico che metaforico: potrebbe rappresentare uno stato di confusione mentale, di smarrimento o di incapacità di trovare un punto fermo. Il soggetto sembra intrappolato in una spirale, incapace di fermarsi, il che enfatizza la sua vulnerabilità psicologica e la sensazione di non avere il controllo della propria situazione.
Like the curves of my frowns
Questo verso introduce un’immagine visiva molto particolare, in cui il protagonista paragona il proprio stato al movimento curvo delle sue espressioni di tristezza. Il frown, cioè il corrugare delle sopracciglia in un’espressione di preoccupazione o dolore, diventa qui una metafora della sua condizione emotiva. Il fatto che la tristezza abbia una forma, una curvatura, sottolinea quanto essa sia radicata in lui, tanto da diventare parte del suo stesso essere e della sua percezione del mondo.
As you’re staring at me,
Qui entra in gioco una seconda persona, un interlocutore il cui sguardo è fisso sul protagonista. Questo verso aggiunge un elemento di tensione: l’atto di essere osservato può suggerire giudizio, distanza emotiva o persino indifferenza. Il protagonista sembra consapevole della presenza dell’altro, ma il tono lascia intendere un certo disagio, come se lo sguardo ricevuto amplificasse la sua vulnerabilità piuttosto che confortarlo.
I’ve been up, I’ve been down,
Questo verso esprime la natura altalenante dell’esperienza del protagonista. L’alternanza tra up e down suggerisce un’instabilità emotiva costante, un continuo passaggio tra momenti di speranza e crolli inevitabili. La brevità del verso e il ritmo diretto danno l’idea di un’esistenza frammentata, soggetta a sbalzi imprevedibili e a un costante senso di precarietà.
Made a home underground
L’immagine di costruire una casa sottoterra evoca un’idea di isolamento, di rifugio in un luogo nascosto e oscuro. Underground può essere interpretato come uno stato mentale, un luogo metaforico in cui il protagonista si è ritirato per sfuggire al dolore o alla realtà. C’è anche un possibile riferimento alla morte o all’autodistruzione, come se il rifugiarsi in profondità rappresentasse una forma di resa di fronte alle difficoltà della vita.
With my head on my hands
Questa immagine rafforza il senso di disperazione. Il gesto di appoggiare la testa sulle mani è tipico di chi è sopraffatto dal peso dei pensieri o dal dolore emotivo. La postura suggerisce un senso di sconfitta, come se il protagonista fosse schiacciato dal proprio stesso stato interiore e incapace di reagire.
And a hole in my chest, tell me
L’immagine del buco nel petto è particolarmente intensa e simbolica: può rappresentare un senso di vuoto interiore, una ferita emotiva profonda o la perdita di qualcosa di essenziale. Il tono del verso è diretto e disperato, e l’uso di tell me sembra quasi implorare una risposta, come se il protagonista cercasse una spiegazione o una conferma alla propria sofferenza.
Am I just a disaster?
Con questa domanda retorica, il protagonista mette in discussione la propria identità, definendosi potenzialmente come un disastro. La scelta della parola just indica una riduzione della propria intera esistenza a qualcosa di negativo e fallimentare, esprimendo un’autoconsapevolezza fortemente negativa e una percezione di sé profondamente segnata dal dolore.
One of your errors?
Qui il protagonista si interroga sul proprio valore agli occhi dell’altro, suggerendo di sentirsi un errore, qualcosa di non voluto o mal riuscito. Il fatto che l’errore appartenga all’altro (your errors) insinua una relazione in cui il protagonista si sente sminuito o percepito come un fallimento da parte di chi gli sta accanto.
Some kind of desperate excuse for your pride?
Questa frase amplifica ulteriormente il senso di svalutazione personale, suggerendo che la propria esistenza sia stata ridotta a un mero pretesto per giustificare l’orgoglio di qualcun altro. L’aggettivo desperate aggiunge un’intensità emotiva forte, indicando che il protagonista si sente privo di valore intrinseco, come se la sua presenza servisse solo a confermare la superiorità dell’altro.
I’ve been missing your lies
Questo verso introduce un paradosso: il protagonista sente la mancanza delle bugie dell’altro. Questo suggerisce una relazione tossica, in cui persino le falsità e le illusioni erano preferibili al vuoto lasciato dall’assenza di quella persona. Il verbo missing implica un’assenza dolorosa, ma il fatto che sia riferito a qualcosa di negativo (le lies) sottolinea la complessità emotiva del protagonista e la sua dipendenza da una relazione distruttiva.
As your eyes tried to cry
L’uso di tried to cry è significativo, poiché indica che l’altro non è riuscito effettivamente a piangere. Questo suggerisce freddezza, repressione emotiva o una mancanza di empatia, facendo intendere che l’altro, pur mostrando segni di dolore, non fosse veramente coinvolto a livello emotivo. Il protagonista sembra notare questa distanza e percepirla come una ferita aggiuntiva.
As you sighed, d’you know what it’s like, now,
Il sospiro è un gesto che può suggerire stanchezza, rassegnazione o persino indifferenza. Il protagonista lo interpreta come un segnale di distacco, come se l’altro stesse chiudendo la conversazione con un gesto di fastidio o insofferenza. La domanda successiva (d’you know what it’s like, now?) introduce un senso di sfida o richiesta di empatia, come se il protagonista volesse sapere se l’altro abbia finalmente compreso il dolore che lui ha vissuto.
To be different, to be slipping again from the edge?
L’essere different può riferirsi a un senso di alienazione o diversità rispetto agli altri, una condizione in cui il protagonista si è sempre sentito estraneo o fuori posto. La seconda parte del verso (slipping again from the edge) enfatizza il concetto di instabilità e pericolo: lo scivolare richiama nuovamente l’idea della caduta, un elemento ricorrente nel testo, suggerendo che il protagonista stia perdendo nuovamente il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Are we dead? ‘Cause I still feel like I’m still
La domanda Are we dead? introduce un senso di disorientamento esistenziale: il protagonista non riesce più a distinguere tra vita e morte, tra esistenza e annichilimento emotivo. La frase successiva (Cause I still feel like I’m still) rimane volutamente in sospeso, rafforzando l’idea di incertezza. La ripetizione di still crea un effetto di esitazione e sospensione, come se il protagonista non riuscisse a completare il pensiero, bloccato in una condizione indefinita tra passato e presente, tra sopravvivenza e distruzione.
[…]
Where did we leave all the dreams that we had?
Questo verso apre con una domanda retorica che introduce immediatamente un senso di nostalgia e perdita. L’uso del verbo leave suggerisce un abbandono, un distacco forzato o involontario da qualcosa di prezioso, in questo caso i dreams, che rappresentano le speranze, i progetti e le aspettative condivise dal soggetto e dal suo interlocutore. L’impiego della prima persona plurale (we had) sottolinea che questi sogni erano un tempo condivisi, il che rende ancora più doloroso il loro svanire. La scelta del tempo passato (had) conferma che tali sogni non esistono più nella realtà presente, suggerendo una rottura definitiva o un cambiamento irreversibile nella relazione tra i due. C’è un sottotesto di rimpianto e malinconia, come se il protagonista stesse cercando di capire quando e come tutto sia andato perduto, ma la domanda stessa implica che una risposta chiara potrebbe non esistere.
Was that Sunday you told me to try and forget?
Qui il tono diventa più specifico e intimo, con un riferimento temporale ben definito: that Sunday. L’uso dell’articolo determinativo that suggerisce che si tratti di un giorno particolare e significativo, probabilmente il momento in cui il protagonista ha ricevuto l’ordine o il consiglio di try and forget. Il verbo told indica che questa richiesta è arrivata dall’interlocutore in modo diretto, e il fatto che il soggetto si trovi ancora a interrogarsi su quel momento implica che dimenticare non sia stato affatto semplice. C’è una nota di amarezza nel tono del verso, quasi a sottolineare l’ingiustizia o l’impossibilità di cancellare un passato che evidentemente ha lasciato un segno indelebile. Inoltre, il riferimento alla domenica può avere anche un valore simbolico: tradizionalmente è un giorno di pausa, riflessione e talvolta di malinconia, il che potrebbe accentuare la sensazione di solitudine e distacco provata dal protagonista.
I’ve been trying, I swear, but the glass broke my hand
Il verso si apre con un’affermazione decisa, I’ve been trying, I swear, che sembra voler sottolineare l’impegno reale del protagonista nel cercare di dimenticare, come richiesto in precedenza. L’uso del tempo presente perfetto (I’ve been trying) suggerisce che questo sforzo non è un evento isolato ma un processo in corso, confermando che il passato continua a esercitare un’influenza su di lui. L’inserimento dell’espressione I swear aggiunge un tono di frustrazione e disperazione, come se il protagonista sentisse la necessità di giustificarsi o di dimostrare la sincerità dei suoi tentativi. Il successivo cambiamento d’immagine è potente e drammatico: but the glass broke my hand. Il glass può essere interpretato in diversi modi. Letteralmente, potrebbe trattarsi di un bicchiere o di una finestra che si è frantumata, causando una ferita fisica. Simbolicamente, il vetro rappresenta qualcosa di fragile, trasparente ma anche pericoloso, che nel momento della rottura provoca dolore. Questo potrebbe alludere a un tentativo di reprimere i ricordi o di affrontare il passato, che però si è rivelato distruttivo, causando ancora più sofferenza. L’immagine della mano rotta dal vetro può anche suggerire impotenza: la mano è il mezzo con cui interagiamo con il mondo, e il fatto che sia ferita implica un’incapacità di agire o di andare avanti senza portare con sé le cicatrici del passato.
And I feel like I’m fine with remembering the pain that you left.
L’ultimo verso chiude il passaggio con una dichiarazione apparentemente contraddittoria ma profondamente rivelatrice. I feel like I’m fine sembra suggerire un’accettazione della sofferenza, ma l’uso di feel like introduce un senso di incertezza, come se il protagonista stesse cercando di convincersi di qualcosa che non è del tutto vero. L’affermazione che segue, with remembering the pain that you left, ribalta il concetto iniziale di dimenticanza: non solo il protagonista non è riuscito a dimenticare, ma sembra aver trovato una sorta di stabilità o identità nel mantenere vivo il dolore. Il verbo left enfatizza il senso di perdita e abbandono, suggerendo che il dolore non sia stato generato dal protagonista stesso, ma sia piuttosto un’eredità lasciata dall’altro, quasi come una cicatrice permanente. Questo ultimo verso racchiude una complessa ambivalenza emotiva: da un lato c’è il tentativo di accettazione, dall’altro la consapevolezza che il dolore continua a essere parte integrante della propria esistenza.


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Music by Stefano Gallo, Federica Baldi, Giovanni Volpin e Marco Delrio
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disclaimer: Gli articoli presenti in questa sezione del blog includono analisi di poesie effettuate dall’intelligenza artificiale. È importante tenere presente che le interpretazioni artistiche e letterarie sono spesso soggettive e possono variare notevolmente da persona a persona. Le analisi fornite dall’intelligenza artificiale sono basate su modelli di linguaggio e dati storici, ma non riflettono necessariamente l’unico o il “vero” significato di una poesia. Le analisi dell’intelligenza artificiale possono offrire prospettive interessanti e nuove su opere letterarie, ma non dovrebbero sostituire l’approccio critico umano o l’interpretazione personale. Si consiglia agli utenti di prendere in considerazione le analisi dell’intelligenza artificiale come un punto di partenza per la riflessione e il dibattito, piuttosto che come un’opinione definitiva. Si prega di ricordare che l’arte, compresa la poesia, è aperta a molteplici interpretazioni e sfumature, e il piacere della sua scoperta deriva spesso dalla libertà di interpretazione personale. Inoltre, l’intelligenza artificiale potrebbe non essere in grado di cogliere completamente l’aspetto emotivo o contestuale di una poesia, il che rende ancora più importante considerare le analisi con una mente aperta e critica.
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