Persino il sommo Claro Payndeen s’era sporto quel tanto che serviva poiché Hodgard accennasse un sorriso di soddisfazione. Gli occhi di tutti i partecipanti ondeggiavano con l’echeggiante rumore metallico degli operai dell’UTN che trafficavano sul tavolone dell’arena e, sebbene nessuno avesse ancora osato farlo, le ginocchia tendevano a stendersi sempre un poco di più, cercando d’alzarsi e soddisfare la richiesta degli occhi ad avere una visione ben chiara e pulita di quello che i membri di Norleaves stavano costruendo sul tavolo. Hodgard prese in mano le due scatole di legno e le accolse all’altezza del diaframma come fossero infanti addormentati, scese dal suo palchetto di legno e si diresse a passo lento ma deciso verso i suoi subordinati ancora indaffarati. Le rappresentanze di Vayrless tradivano uno sguardo di sfida nel loro silenzio accigliato e non furono pochi i cenni interrogativi lanciati verso il loro portavoce. Hodgard giunse di fianco al tavolone di legno al centro dell’arena e vi poggiò le due scatole, una di fianco all’altra, osservandole come fossero tesori di rara fattura. Poi sorrise ancora e con la testa fece quasi un giro completo per tentare di alimentare la sua soddisfazione con gli sguardi curiosi e confusi dei presenti. I suoi profondi occhi scuri, infine, si posarono sul sommo Payndeen. «Vi sono due stabilimenti nei dintorni di Norleaves che al momento stanno lavorando giorno e notte senza sosta per affinare, controllare, testare e migliorare il prodotto, l’innovazione, la meraviglia che sto per mostrarvi. Su questo punto, lascerò che sia il mio piccolo esperimento odierno a presentarsi da sè.» Su queste ultime parole, Hodgard, con un celere tocco sincronizzato dei pollici, fece scattare i cardini in metallo che serravano ermeticamente il contenuto. La metà superiore della scatola di legno di fronte all’uomo disegnò un semicerchio aprendosi elegantemente, accompagnata da un cigolìo fischiante. I partecipanti all’assemblea riuscirono solo a scorgere un pregevole tessuto carminio poggiato sul contenuto dell’interno. Quasi come avesse calcolato i tempi esatti per la rivelazione, il gruppo di operai dell’UTN cominciò a dileguarsi ordinatamente, raccogliendo i sacchi di tela e riempiendoli con gli arnesi che ora rimesciavano sommessamente nei fondi. Il tavolone di pregiato legno spesso mostrava un anello di metallo luccicante schiacciato ai lati, traversato di asticelle di legno chiaro, poggiato su quello che pareva un letto di ghiaia argentea uniforme. Hodgard teneva in mano il suo modellino cerato per l’occasione, attendendo che gli sguardi di tutti i partecipanti dondolassero lentamente dalla piccola ferrovia sul tavolo ad egli.
[Continua]

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