Levasi ‘n sol svogliato di tepida lena
In tra i bricchi cremisi e vociar incauto
Fra ‘l sibilo freddo d’un corteo d’auto
E ‘l batter de’ tacchi che tardo s’appieda
Quand’ecco ch’anch’ì con debole schiena
M’arrocco ‘n un loden in fare oziaco
E, d’un che timido, intriso d’arcaico,
Scinno in tra gente ch’esiste appena.

Loden
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