Eri d’incanto
E d’impiego vestita;
Lattea la gota
Giù d’un boccolo stanco
E ì di lena spaurita,
Appena cantilenando
Un convenevole franto
Sulla tua noia ritrita
E, per te, giusto, l’unico,
Io fra tante persone;
Dio, che stupido
Non chiederti ‘l nome.

Incontro #12.859
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