Joy e il suo piccolo amico si avviarono alla porta. Giusto il tempo di aprirla e il solito musetto curioso si affacciò. Joy non aveva ancora visto chi fosse, ma lo capì subito quando sentì esclamare “Ciao piccolo! E tu chi sei?”.
Era la voce di sua mamma, e insieme a lei c’era anche il suo papà.
“Mamma, papà, cosa ci fate qui?” esclamò sorpresa.
“Abbiamo deciso di venire a trovarti, Joy! Avevamo qualche giorno libero, e poi non ci vediamo da molto.”
“Venite, entrate, così vi faccio vedere la mia nuova casa.”
“Vedo che hai anche un nuovo amico adesso!” disse il papà.
“Avete visto che bello? L’ho trovato per caso, è venuto lui da me a cercare compagnia e a farsi coccolare! E’ stato talmente dolce che non ho potuto lasciarlo in strada, così l’ho portato a casa.”
“Hai fatto proprio bene, guarda che batuffolino!” disse la mamma mentre era già intenta ad accarezzarlo, ipnotizzata dalle sue fusa. Prese il micino in braccio e solo allora riuscì ad alzare lo sguardo. Con espressione di stupore e sorpresa iniziò a guardarsi intorno. Era affascinata da quella casa, tanto piccola quanto graziosa e arredata con buon gusto.
“Joy, non ci avevi detto che vivevi in una casa così bella! È così calda e accogliente, e poi guarda che luce! E scommetto che queste tende sono opera tua.”
“Già, è proprio così. Ormai con il ricamo sono diventata piuttosto brava! Ne volete anche voi per la vostra casa? Ne ho alcune molto belle fatte da me, vado a prendervele.”
Joy era ormai era abituata a vivere da sola, e sapeva già che si sarebbero trattenuti per poco tempo, ma salendo le scale pensò che era bello, in fondo, averli a casa.


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