Pagine Piene per Zucche Vuote #22

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Finalmente la giornata si era conclusa. Dovendo badare alla bottega da sola e gestire la visita imprevista del signor Corter, Joy si era sentita profondamente tesa, pur affrontando tutto in maniera egregia, sentendosi anche discretamente soddisfatta.

“È incredibile come, a volte, le fonti di stress siano il carburante più utile che ci sia.” pensava.

Era ormai giunta a casa quando, aprendo la porta, si era ricordata di avere un altro carburante a portata di mano: il suo piccolo micetto che la aspettava tutto il giorno guardando dalla finestra, fino a correre alla porta quando sentiva i suoi passi avvicinarsi.

Joy aprì la porta e vide il suo musetto sbucare. Nel tempo di un battito di ciglia si stava già prendendo un sacco di coccole, quasi come volesse recuperare la dose persa durante la giornata. Era il suo posto sicuro, il suo momento sereno, tutto racchiuso in quella piccola creatura a cui non era ancora riuscita a dare un nome.

Idee? Poche, ma ogni volta che lo guardava pensava “Troverò il tuo nome perfetto, piccolo, solo un po’ di pazienza.”

Il momento di riflessione e ricerca di Joy fu interrotto: qualcuno aveva suonato alla porta.

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