“Barche di Carta”

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TESTO

C’è la scia di una sirena dentro ‘l vuoto della sera,
Noi di nuovo senza cena, col respiro in quarantena
E che follia sfiorarti appena col tuo sguardo che mi sfregia
E le retoriche di scena con la voce che mi trema.

10:10 e bisbigliavi “Forse è meglio se non parli…”
E le tue mani nei capelli;
Troppi sbagli troppo belli,

Troppi anni che t’aspetto in un silenzio fanciullesco
E son due giorni che non dormo e a mangiare non ci riesco.
Resto al freddo d’un messaggio, tra un arpeggio e ‘l tuo miraggio,
Insulto un vetro di passaggio e gli occhi urlano allo specchio

Che forse tutto andrà a puttane e pensarci mi fa male
Ché sei il mio attimo di pace, sei un casino che mi piace
E forse è solo un temporale che mi scaglia ad abbracciarti
Ma non riesco a respirare e, forse, è inutile provarci

E chissà se un “chissà” questa sera ti basta
O vuoi una fiaba che resta e non un cuore di scorta
Ma ti tengo nascosta in ogni strofa perfetta
E, persi in questa tempesta, noi
Siamo barche di carta.

C’era il tuo viso sfocato, stamattina sul cruscotto
E un profumo al cioccolato tra le frasi che m’hai detto
E, dentro un semplice discorso che t’ho scritto un po’ di getto,
C’è nascosto anche il tuo nome, dietro inutili parole

E si spegne anche la luce e finisce la canzone
E non so più cosa dire e non so più cosa fare;
Torna ancora un paio d’ore ché non so più dove andare
E, forse, non potrà durare anche se non può finire

E chissà se un “chissà” questa sera ti basta
O vuoi qualcosa che resta e una fiaba diversa
Ma ti tengo nascosta in ogni strofa perfetta
E, persi in questa tempesta, noi
Siamo aerei di carta.

E chissà, se ti va,
Ogni giorno che resta,
Puoi sorridermi e basta
Ché alla fine mi basta.


ANALISI AI [BETA]

L’analisi dell’IA fornita in questo blog ha lo scopo di offrire una prospettiva interessante e di stimolare la riflessione sulla musica e sul suo significato. Tuttavia, si consiglia di considerarla come un punto di partenza per ulteriori esplorazioni e discussioni, anziché come una valutazione definitiva. La bellezza dell’arte musicale risiede nella sua diversità di interpretazioni, e invitiamo gli utenti a condividere le proprie opinioni e riflessioni sulle canzoni in discussione.


“Barche di Carta” è una canzone che esplora i temi dell’amore, della fragilità delle relazioni umane e della difficoltà di comunicare i propri sentimenti. Scritta con un linguaggio poetico e metaforico, la canzone racconta una storia di desiderio, incertezza e speranza. Nell’analisi seguente, esamineremo il significato dei testi, l’uso delle metafore e delle immagini, la struttura e l’emozione generale trasmessa dalla canzone.

Verso 1: C’è la scia di una sirena dentro ‘l vuoto della sera, Noi di nuovo senza cena, col respiro in quarantena…

Il brano si apre con una potente immagine: “la scia di una sirena dentro ‘l vuoto della sera”. Questa immagine suggerisce un richiamo irresistibile, qualcosa di attraente ma potenzialmente pericoloso. L’idea di essere “senza cena” può rappresentare una mancanza di nutrimento emotivo o di soddisfazione in una relazione. Il “respiro in quarantena” può alludere a una sensazione di oppressione o limitazione nelle emozioni.

Verso 2: E che follia sfiorarti appena col tuo sguardo che mi sfregia E le retoriche di scena con la voce che mi trema…

Qui, il narratore descrive l’effetto che la persona amata ha su di lui. Il loro sguardo è così potente da “sfregiare”, suggerendo una profonda attrazione e, al contempo, una vulnerabilità. Le “retoriche di scena” possono rappresentare i gesti e le parole stereotipate che spesso usiamo nelle relazioni, mentre la “voce che mi trema” indica l’emozione e l’ansia nel comunicare i propri sentimenti.

Verso 3: 10:10 e bisbigliavi “Forse è meglio che non parli” E le tue mani nei capelli; Troppi sbagli troppo belli, Troppi anni che t’aspetto in un silenzio fanciullesco…

In questo verso, l’orario “10:10” potrebbe rappresentare un momento critico o un punto di svolta nella storia d’amore. Il bisbiglio della persona amata suggerisce una certa esitazione o incertezza. Le “mani nei capelli” possono riflettere un nervosismo o una tensione nella comunicazione. L’idea di “troppi sbagli troppo belli” suggerisce che ci sono stati errori nella relazione, ma che sono stati parte di una storia significativa. Il “silenzio fanciullesco” evoca un’innocenza o una mancanza di chiarezza nelle intenzioni.

Verso 4: E son due giorni che non dormo e a mangiare non ci riesco. Resto al freddo d’un messaggio, tra un arpeggio e ‘l tuo miraggio…

Il narratore esprime il proprio stato emotivo attraverso il sonno disturbato e l’incapacità di mangiare. La mancanza di risposta a un messaggio crea un senso di isolamento e l’uso dell’immagine dell’”arpeggio” suggerisce un senso di musica che suona nel cuore del narratore, mentre il “miraggio” indica che la persona amata sembra lontana e inaccessibile.

Verso 5: Insulto un vetro di passaggio e gli occhi urlano allo specchio Che forse tutto andrà a puttane e pensarci mi fa male…

Qui, il narratore esprime la sua frustrazione e la rabbia repressa (“insulto un vetro di passaggio”). Gli “occhi che urlano allo specchio” indicano un’auto-riflessione intensa e un senso di disperazione. La possibilità che “tutto andrà a puttane” suggerisce una paura di perdere la relazione e il dolore che questa prospettiva comporta.

Verso 6: Ché sei il mio attimo di pace, sei un casino che mi piace E forse è solo un temporale che mi scaglia ad abbracciarti Ma non riesco a respirare e, forse, è inutile provarci…

Il narratore riconosce che la persona amata è una fonte di tranquillità e felicità nella sua vita, anche se comporta anche caos ed emozioni turbolente. L’uso dell’immagine del “temporale” suggerisce che la relazione può essere tormentata, ma è anche irresistibile. La sensazione di non riuscire a respirare riflette una sensazione di oppressione o ansia che la relazione può causare.

Verso 7: E chissà se un “chissà” questa sera ti basta O vuoi una fiaba che resta e non un cuore di scorta…

Il brano esplora la difficoltà di soddisfare le aspettative della persona amata. Il “chissà” suggerisce incertezza e indecisione. La persona amata potrebbe desiderare qualcosa di più stabile e duraturo (“una fiaba che resta”) invece di essere considerata solo come un “cuore di scorta” o un’opzione temporanea.

Verso 8: Ma ti tengo nascosta in ogni strofa perfetta E, persi in questa tempesta, noi Siamo barche di carta…

Qui, il narratore riconosce che la persona amata è nascosta in ogni parte della sua musica e delle sue parole. L’uso dell’immagine delle “barche di carta” suggerisce che, nonostante la fragilità della relazione, il narratore è disposto a rischiare e ad affrontare le sfide per amore.

Verso 9: C’era il tuo viso sfocato, stamattina sul cruscotto E un profumo al cioccolato tra le frasi che m’hai detto…

Questo verso sembra ricordare un momento passato con la persona amata. Il viso “sfocato” potrebbe indicare una distanza emotiva o un ricordo appannato. Il profumo al cioccolato evoca un senso di comfort e intimità nelle parole pronunciate.

Verso 10: E, dentro un semplice discorso che t’ho scritto un po’ di getto, C’è nascosto anche il tuo nome, dietro inutili parole…

Il narratore riflette sul significato delle proprie parole e del proprio scritto. Anche in una comunicazione apparentemente semplice, il nome della persona amata è “nascosto”, indicando che i sentimenti profondi e l’amore sono impliciti anche nelle parole apparentemente banali.

Verso 11: E si spegne anche la luce e finisce la canzone E non so più cosa dire e non so più cosa fare; Torna ancora un paio d’ore ché non so più dove andare…

Il brano si avvicina alla fine, e il narratore riflette sulla fine della canzone, suggerendo che la relazione potrebbe essere giunta a una conclusione. L’incertezza e la confusione del narratore emergono nel fatto che non sa cosa dire o fare. L’invito a tornare “un paio d’ore” può rappresentare un tentativo disperato di prolungare la connessione con la persona amata.

Verso 12: E, forse, non potrà durare anche se non può finire E chissà se un “chissà” questa sera ti basta O vuoi qualcosa che resta e una fiaba diversa…

Nell’ultima parte del brano, il narratore riflette sull’inevitabilità dell’incertezza nelle relazioni. Non può durare, ma non può nemmeno finire completamente. La persona amata potrebbe desiderare qualcosa di più stabile e duraturo, ma il narratore non può offrire certezze.

Verso 13: Ma ti tengo nascosta in ogni strofa perfetta E, persi in questa tempesta, noi Siamo aerei di carta…

La canzone si chiude con una ripetizione dell’idea che la persona amata è presente in ogni parte della musica del narratore. La metafora degli “aerei di carta” suggerisce ancora una volta la fragilità delle relazioni umane, ma anche la bellezza e l’incantesimo dell’amore.

Verso 14: E chissà, se ti va, Ogni giorno che resta, Puoi sorridermi e basta Ché alla fine mi basta…

L’ultimo verso offre una nota di speranza e desiderio. Il narratore chiede se la persona amata può sorridere ogni giorno che resta. Anche se il futuro è incerto, il narratore trova soddisfazione nel semplice sorriso della persona amata.

In sintesi, “Barche di Carta” è una canzone che esplora la complessità delle relazioni umane, l’incertezza dell’amore e la difficoltà di comunicare i propri sentimenti. Utilizza immagini e metafore potenti per trasmettere emozioni profonde e ambigue. Il brano riflette sul desiderio di amore e connessione, ma anche sulla fragilità e la fugacità delle relazioni.


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3 risposte a ““Barche di Carta””

    1. Avatar Marco Delrio
      Marco Delrio

      Grazie infinite, Luisa, apprezzo molto 💜

      Piace a 1 persona

      1. Avatar luisa zambrotta

        Buona giornata ❣️

        "Mi piace"

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