10/10/1923 – ore 06:36 – #103
Lylcoin bisbiglia già polverosamente e un’impalpabile coltre di nebbia effimera sgretola ‘l mi’ deseo d’entrarvici e rincorrere il dì; v’è la possibilità che possa incontrare il signor Tinsteel, oggi, a Naught Port, e ciò mi rincuora appena. Mira diaria sarà principalmente la distibuzione dell’ultimi pamphlet della Milkalis Corporation, attività propagandistica di cui non sono grande esperto né entusiasta, visto che richiederà l’interlocuzione con svariati addetti a me ancora non affini né propensi. Ad ogni modo, un compendio d’iniziative riposa appallottolato sul mio scrittoio e attenderà il mio rientro in serata per destarsi e ricevere le mie sfibrate attenzioni. Ieri, tra i pochi alti e gli innumerevoli bassi d’un incespicare motivazionale, son riuscito a imbastire comunque un’ottima base di collaborazione con le fabbriche di Overknow e di Alveynn, dopo un inizio di mattinata deludende a Lake Bird. Vo’ tra miseri momenti salienti, attualmente, in un rivolo di clessidra talmente sobrio e ipnotizzante ch’a volte mi trovo a dimandarmi se davvero il mio stoico filosofeggiarmi in faccia potrà recuperarmi dalla duna di sabbiolina che già morde i calcagni.
Ore 20:22
Il viaggio in carrozza, stamane, ha stiracchiato tre ore, nei primi freschi inusuali del fine stagione, sfibrandomi il fisico seppur concedendomi il tempo necessario per recuperare la lettura di un libercolo che posponevo da tempo – ahimè, le mie aspettative a riguardo hanno cozzato malamente contr’al contenuto insensato di parecchi paragrafi. A Orread e Threeks, i due paesini sciapi all’infuori di Naught Port, le mie commissioni si son svolte fluidamente, potendomi permettere anche una bevuta sul posto; nessuna nuova socializzazione e un’atmosfera esageratamente assonnata m’han trascinato fin la città ov’or comincio a districarne appena le viuzze traverse ma che lasciano Naught Port una meta poco desiderabile, persino per le mie faccende commerciali. Ho ponderato a lungo su quanto ci avrei impiegato per tracciare una mappa di questa contea ma ho ignorato tale sfizio quan mi è balenato in testa il viaggio di ritorno che, tuttavia, per grazia, è durato a malapena due ore. Delistare molte scadenze impellenti ha placato i turbinii nebbiosi d’ieri e, quissà, pò albeggiar tiepido e confortevole anche d’autunno.
Da “Il Diario delle Vanvere Terapeutiche di Arthur Parker”

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