TESTO
Saran le due meno venti, tra i lampioni spenti,
Stelle cadenti e gli abbaglianti d’un tir
Colle zanzare tra i denti, i ricordi distanti,
Tra due o tre passanti, a sentirsi in un film,
Ché poi mi piace così: tra marciapiedi e routine,
Tra solitudine e gin, masticandoci
L’ansia a vicenda, quel tanto che basta
Per perdersi e fingersi maschere in maschera
E sarà ch’ormai anche la luna s’eclissa
E, perplessa, bisbiglia di noi
O sarà ch’ormai la mia paura
È solo il razionalizzare questo senno di poi
E sarà ch’ormai navigo in una bottiglia riempita dei miei déjà-vu
O sarà quel “Mai dire mai”
Scarabocchiato con il fango nella strada in cui abitavi tu.
Saran le tre meno un quarto sul freddo cemento,
Le mani sul mento e una lattina di Beck’s
Coll’ambizioni a rilento ed un ghigno scontento,
Nel cremisi spento di un mantello da re
Ché poi va bene così: un fazzoletto e una Bic
Per ricordarci del rimproverarsi
L’ansia a vicenda, e come due stupidi
Rincorrersi e fingersi nudi licantropi
E sarà ch’ormai anche la luna s’eclissa
Ed esplode in frammenti di noi
O sarà ch’ormai la mia paura
È solo il razionalizzare questo senno di poi
E sarà ch’ormai affogo in una bottiglia riempita dei miei déjà-vu
O sarà quel “Mai dire mai”
Scarabocchiato con il sangue sulla faccia che ricordi anche tu
E saran le sei ormai, sarà che non so dove sei
Che ti dedico i miei guai, sarà che non son chi vorrei
E sarà che ormai lo sai e lo sai
Che non dovrei ma tornerei
Anche adesso, lo stesso, lo ammetto:
Il tuo “Mai e poi mai” è meglio del silenzio per me
E sarà ch’ormai anche la luna s’eclissa
Ed esplode in frammenti di noi
O sarà ch’ormai la mia paura
È solo il razionalizzare questo senno di poi
E sarà ch’ormai affogo in una bottiglia riempita dei miei déjà-vu
O sarà quel “Mai dire mai”
Scarabocchiato con le lacrime sul viso che non ricordi più.


ANALISI AI [BETA]
Verso 1: Saran le due meno venti, tra i lampioni spenti, Stelle cadenti e gli abbaglianti d’un tir…
Il brano inizia con una descrizione dell’ambientazione, creando un’atmosfera notturna e suggestiva. L’immagine dei “lampioni spenti” suggerisce un’oscurità fisica e emotiva, mentre le “stelle cadenti” simboleggiano la fugacità delle opportunità nella vita. L’uso di “abbaglianti d’un tir” indica una situazione improvvisa o un momento di illuminazione, che potrebbe essere sia positivo che negativo.
Verso 2: Colle zanzare tra i denti, i ricordi distanti, Tra due o tre passanti, a sentirsi in un film…
Qui, il testo descrive una sensazione di disagio o irritazione (“zanzare tra i denti”), che può essere interpretata come una metafora delle piccole preoccupazioni che affliggono la mente. I “ricordi distanti” suggeriscono un passato lontano o irraggiungibile, mentre “a sentirsi in un film” indica una sensazione di irrealità, come se la vita stesse scorrendo davanti agli occhi del narratore come una pellicola cinematografica.
Verso 3: Ché poi mi piace così: tra marciapiedi e routine, Tra solitudine e gin, masticandoci L’ansia a vicenda, quel tanto che basta Per perdersi e fingersi maschere in maschera…
Qui, il narratore riflette sulla propria situazione, affermando che gli piace la sua vita così com’è, tra la normalità della routine quotidiana (“marciapiedi e routine”) e la solitudine mitigata dall’alcool (“solitudine e gin”). L’uso di “masticandoci L’ansia a vicenda” suggerisce che il narratore e il suo compagno condividono un senso di ansia e insicurezza. La metafora delle “maschere in maschera” indica che entrambi cercano di nascondere i loro veri sentimenti o identità dietro una facciata.
Verso 4: E sarà ch’ormai anche la luna s’eclissa e perplessa bisbiglia di noi…
Questo verso fa riferimento alla luna, un simbolo tradizionale di romanticismo e cambiamento. L’idea che la luna “s’eclissa” potrebbe rappresentare la fine di una relazione o di un periodo felice. La luna “bisbiglia di noi” suggerisce che anche gli elementi naturali sembrano riflettere la tristezza e l’incertezza del narratore.
Verso 5: O sarà ch’ormai la mia paura è solo il razionalizzare questo senno di poi…
In questo verso, il narratore ammette che potrebbe essere la sua paura di affrontare la realtà dei suoi sentimenti a tormentarlo. Il “razionalizzare questo senno di poi” implica che potrebbe essere tentato di giustificare o minimizzare ciò che ha perso o ciò che non ha fatto nel passato.
Verso 6: E sarà ch’ormai navigo in una bottiglia riempita dei miei deja-vu…
L’immagine della “bottiglia riempita dei miei deja-vu” suggerisce che il narratore cerca conforto nell’alcol, cercando di sfuggire ai ricordi ripetitivi o alle emozioni passate attraverso l’auto-medicazione.
Verso 7: O sarà quel “mai dire mai” scarabocchiato con il fango nella strada in cui abitavi tu…
Qui, il testo fa riferimento a un motto comune, “mai dire mai”, che è stato “scarabocchiato con il fango nella strada in cui abitavi tu”. Questo potrebbe indicare che il narratore ha fatto promesse o ha espresso intenzioni che ora rimpiange o non è in grado di mantenere.
Verso 8: Saran le tre meno un quarto sul freddo cemento, Le mani sul mento e una lattina di Beck’s…
Questo verso ritrae nuovamente l’ambientazione notturna e indica un momento di riflessione (“le mani sul mento”). La “lattina di Beck’s” potrebbe rappresentare un tentativo di evasione attraverso l’alcol o un modo per affrontare la solitudine.
Verso 9: Ché poi va bene così: un fazzoletto e una Bic Per ricordarci del rimproverarsi…
Qui, il narratore sembra accettare la sua situazione e il suo modo di affrontare la vita. Il “fazzoletto e una Bic” potrebbero essere utilizzati per scrivere o disegnare, suggerendo che il narratore sta cercando di esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte o la scrittura.
Verso 10: L’ansia a vicenda, e come due stupidi Rincorrersi e fingersi nudi licantropi…
Il ritorno dell’idea dell’”ansia a vicenda” indica che il narratore e il suo compagno condividono la lotta contro le proprie paure e insicurezze. La metafora dei “licantropi” suggerisce che entrambi possono sentirsi in balia delle proprie emozioni, trasformandosi in creature diverse o irrazionali quando sono insieme.
Verso 11: E sarà ch’ormai anche la luna s’eclissa ed esplode in frammenti di noi…
Questo verso riprende l’immagine della luna che s’eclissa, suggerendo che il narratore sente che la relazione o la situazione si sta sgretolando o è giunta alla fine.
Verso 12: O sarà ch’ormai la mia paura è solo il razionalizzare questo senno di poi…
Questo verso ripete l’idea della paura di affrontare la realtà dei sentimenti passati e delle decisioni prese.
Verso 13: E sarà ch’ormai affogo in una bottiglia riempita dei miei déjà-vu…
Questa immagine si ripete dal verso precedente, indicando che il narratore continua a cercare rifugio nell’alcol e nell’evitare di affrontare i suoi sentimenti.
Verso 14: O sarà quel “mai dire mai” scarabocchiato con le lacrime sul viso che non ricordi più.
L’ultima strofa sembra indicare che il narratore ha pianto e sofferto a causa delle promesse non mantenute o delle occasioni perdute, ma ora potrebbe aver perso la capacità di ricordare appieno il significato di queste emozioni.
Verso 15: E saran le sei ormai, sarà che non so dove sei Che ti dedico i miei guai, sarà che non son chi vorrei…
Nella parte finale della canzone, il narratore riflette sulla distanza che lo separa dalla persona a cui si rivolge nella canzone. Non sa dove sia questa persona, ma continua a dedicarle i suoi “guai”, suggerendo che la loro presenza o assenza ha un impatto significativo sulla sua vita. Il verso suggerisce anche un senso di inadeguatezza o insoddisfazione personale (“non son chi vorrei”).
Verso 16: E sarà che ormai lo sai e lo sai che non dovrei ma tornerei Anche adesso lo stesso lo ammetto il tuo mai e poi mai è meglio del silenzio per me…
Il brano si chiude con il narratore che ammette che, nonostante tutte le difficoltà e i rimpianti, sarebbe disposto a tornare dalla persona a cui si rivolge nella canzone. Il “tuo mai e poi mai” potrebbe riferirsi alla reluttanza o all’incertezza della persona nell’accettare il narratore di nuovo nella sua vita. Tuttavia, il narratore preferisce questo atteggiamento incerto rispetto al silenzio completo, poiché suggerisce che c’è ancora una speranza o un desiderio di riconciliazione.
In sintesi, “Lampioni Spenti” è una canzone che esplora il tema della nostalgia, della solitudine, dei rimpianti e dell’amore non corrisposto. Il narratore si trova in una situazione di incertezza e cerca conforto nell’alcol e nella riflessione sul passato. La luna e altre immagini naturali fungono da sfondo emotivo per rappresentare il cambiamento e la transitorietà della vita. Alla fine, il narratore ammette il proprio desiderio di tornare indietro, nonostante tutte le difficoltà, suggerendo che l’amore e la connessione sono ancora importanti nella sua vita.


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