Il clima era mutato con decisione. Le giornate, più lunghe e luminose, avevano lentamente ridisegnato ritmi e abitudini: ci si destava ancora nel buio, mentre le attività della sera erano accompagnate dagli ultimi riflessi di luce.
Arianna faticava ancora ad adattarsi a questo nuovo equilibrio. Il risveglio era costeggiato, quasi ogni giorno, da una trama sottile di piccoli dolori, conseguenza di un sonno irregolare e poco profondo. Una volta alzata, bastavano tuttavia pochi minuti perché il corpo ritrovasse la propria funzionalità; ma il passaggio dal sonno alla veglia restava, ogni volta, lievemente gravoso.
Le ultime giornate erano state dedicate a incombenze modeste, eppure rimaste in sospeso da tempo: aveva rimesso ordine negli armadi, rinnovato le scorte alimentari, e deciso di tagliare i capelli, da anni lasciati ormai crescere in modo diseguale e trascurato; il sollievo che ne derivò, pur nella sua semplicità e temporaneità, le restituì una misura di respiro inattesa – una piccola, ma necessaria, riserva di ossigeno.

Lascia un commento