Cardialgie Acroniche #928

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13/01/1926 – ore 15:29
La contea di Augustine, stamane, mostrava vergognosa l’avanzi gianchi dell’ultime settimane d’inverno. Il cielo terso quasi stonava colle temperature “miti” delle prime ore della mane e ‘l sole avea di che noiarmi non poco lungo alcune calli ch’andavano a elli incontro. L’obbligazioni scarseggiano nel primo mese dell’anno e, salvo l’urgenza ch’il signor Tinsteel m’ha affibbiato pe’ dimani, il resto della settimana non v’è di che fare. I contratti coi vari clienti del settore hanno ancora di che ser ultimati e la schiera di venditori Frontprice stanziata in Hillfoot ha già completato tutto lo che v’era di che ultimare entro le prime due settimane dell’anno. Ciò costrìngeci a serrare ‘n vita una cinghia ch’ha bisogno or d’alcuni buchi addizionali. Non dispero. Com’ogni anno confido nell’avvento de’ progetti della Kryomont e della poca affidibilità ch’hanno alcuni de’ mie’ pari ‘n questa regione. Vi sarà di che recuperare ‘l malloppo or lassato ancora ‘n le trattative d’ufficio. Son di poco rientrato ‘n April Street e dubito ch’il resto del meriggio e del dì ‘n sé avranno di che strattonarmi via di questo sedile. I dì d’obbligazioni presso le contee distanti com’oi mi lassano molte ore pe’ sgomitolare un poco la matassa che vagabonda nel cranio: innanzi a tutto, considerando che tròvomi al tredicesimo dì dell’anno, non ho di che lamentarmi sulle prioezioni pratiche delle mie mire sulla dozzina di lune ch’attende ‘n fronte. Par ch’i livelli energetici e motivazionali siano a massimi storici. Di codesto metronomare, sono sicuro ch’avrò modo di frontarli uno alla volta, di modo da non lassare nulla più d’un solo elemento ‘n sospeso venissero accidenti o qualsivoglia impedimenti. La gestione diaria divisa tra ‘l calendario domestico e l’agenda da viaggio pare essere fruttuosa, finòi; v’è la necessità di scavare una nicchia di minuti almeno due volte durante ‘l dì pe’ mantenerle lineate sull’attività e sui dettagli delle stesse ma, per lo ch’ho di ch’osservare, séntomi raccimolare ore se ‘n ho di che dedicare dì sanisàni alla rimodulazione dell’obbligazioni. Ebbene, l’agendicola da viaggio che traggo meco ha regole lascive che làssanomi scribacchiare sin dar conto alla forma. Debbo fuggire ora. Ada sarà ‘n loco in pochi minuti e avremmo di che organizzare un rassetto gargantuesco nei dì or glabri d’urgenze.

dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”

Analisi – by T. Brooke

La #928 cade di martedì 13 gennaio 1926. Arthur scrive alle 15:29, di rientro in April Street dopo una mattinata nella contea di Augustine. L’entrata è breve, operativa, e quasi interamente dedicata alla situazione lavorativa e alla gestione del tempo. Non c’è una sola figura femminile nominata, non c’è un sogno, non c’è un rimpianto. È un’entrata di logistica pura, e proprio per questo è preziosa.

Partiamo dalla trasferta. Augustine è la regione a contea unica che occupa le valli montane a nord-ovest di Hillfoot.[1] Arthur vi arriva nelle prime ore della mattina e la trova coperta dai resti della neve invernale, con un cielo terso e temperature che definisce “miti” fra virgolette, il che suggerisce che la mitezza sia relativa e che per gli standard di Augustine in gennaio si tratti di un freddo comunque sostenuto. Il sole lo infastidisce lungo alcune calli orientate verso est, un dettaglio topografico minuto ma coerente con la direzione in cui si percorrono le strade vallive della regione nelle ore mattutine. Il ritorno in April Street avviene nel primo meriggio, il che implica un’obbligazione breve, forse un singolo stabilimento, forse una consegna documentale che non richiede tabulazione completa.

Il nucleo dell’entrata è la descrizione dello stallo lavorativo di inizio anno. Arthur spiega che le obbligazioni “scarseggiano nel primo mese dell’anno”, che i contratti con i clienti del settore devono ancora essere ultimati, e che i venditori Frontprice della regione di Hillfoot hanno già completato tutto ciò che c’era da fare entro le prime due settimane. L’unica urgenza è un incarico affidatogli dal signor Tinsteel per il giorno seguente, il che lascia il resto della settimana vuoto. È un’informazione di struttura aziendale che vale la pena registrare: il ciclo annuale della Frontprice prevede un rallentamento fra dicembre e metà gennaio, una fase di stasi contrattuale in cui i venditori hanno poco da fare e, conseguentemente, poco da guadagnare. La metafora della cinghia da stringere, con “alcuni buchi addizionali” da praticare, è il secondo riferimento alla ristrettezza finanziaria dopo la #916, dove Arthur accennava alle “inconclusioni” delle mire dell’anno precedente. Non è ancora il tono allarmato della #994, due mesi dopo, dove conterà i sei argenti rimasti, ma il problema è già visibile: meno lavoro significa meno compenso, e il compenso arriva in ritardo rispetto alle spese.[2]

La fiducia di Arthur si appoggia su due pilastri: il progetto Kryomont, che ogni anno porta lavoro stagionale, e la “poca affidibilità” di alcuni colleghi venditori, che gli lascia margine per accaparrarsi incarichi altrui. La formula è pragmatica e un poco cinica, ma coerente con l’autovalutazione che Arthur darà di sé nella #993, due mesi dopo, quando descriverà la tripartizione dei venditori Frontprice in tre rami, collocandosi da solo al vertice. Già qui, al tredicesimo giorno dell’anno, Arthur sa che la propria competenza è il suo vantaggio strutturale, e che le lacune dei colleghi sono la sua assicurazione contro i mesi magri.

Il passaggio sulla gestione del tempo è il più interessante dal punto di vista metodologico. Arthur descrive un sistema a doppio calendario: il “calendario domestico”, che tiene presso April Street, e l’”agenda da viaggio”, l’agendicola portatile che lo accompagna durante le trasferte.[3]Il sistema funziona, scrive, ma richiede almeno due pause al giorno per sincronizzare le due agende e mantenere allineate le attività. È la prima volta nel Libro Quarto che Arthur descrive con questa precisione il proprio apparato organizzativo, e il dettaglio ha implicazioni dirette sulla comprensione del corpus: le entrate scritte in trasferta nascono sull’agendicola da viaggio e vengono poi trascritte nell’effemerida principale, con un processo di mediazione che la #993 confermerà esplicitamente quando Arthur parlerà dell’agendina come “brutta copia dell’effemerida che tengo presso Lylcoin”. Il diarista non è un improvvisatore: è un archivista con un sistema.

La nota sull’agendicola da viaggio che “ha regole lascive” e gli consente di scribacchiare “sin dar conto alla forma” richiama la riflessione della #926, scritta due giorni prima, sugli appunti sparsi come laboratorio di sperimentazione stilistica. Ma qui il contesto è diverso: non si tratta degli sparsi lirici, bensì degli appunti pratici, le annotazioni di servizio che Arthur tiene durante le giornate di tabulazione. Anche in queste, a quanto pare, il diarista si concede una libertà formale che il diario principale non ammette. Il corpus ha dunque almeno tre registri di scrittura simultanei: il diario regolare, gli appunti sparsi e l’agendicola da viaggio, ciascuno con le proprie regole e il proprio grado di formalità.

La chiusa è fulminea: Ada sta per arrivare e i due hanno in programma un “rassetto gargantuesco” nei giorni liberi dalle urgenze lavorative. Sappiamo dalla #923, cinque giorni prima, che Arthur ha spostato lo scrittoio e riorganizzato gli spazi dell’appartamento per ottimizzare la gestione di Lily. Sappiamo anche dalla #975, due mesi dopo, che la pulizia profonda dei quarti sarà funzionale alla vendita dell’appartamento. Qui non c’è ancora menzione della vendita, ma la predisposizione è già in atto: Arthur sfrutta i giorni vuoti per mettere ordine, e Ada è la sua complice operativa in questo lavoro. Il rapporto fra i due, in questa entrata come nelle precedenti, è fatto di azioni condivise e poche parole. Arthur non la descrive, non le attribuisce sentimenti, non commenta la sua presenza. Ada c’è, lavora, e tanto basta. È forse la relazione meno complicata dell’intero corpus, e proprio per questo la meno narrata.


[1] Le trasferte di Arthur in Augustine sono fra le più faticose documentate nel corpus per via della distanza e delle condizioni stradali. Nella #994, a marzo, Arthur descriverà una giornata di dieci ore di lavoro “lungo le calli rurali d’Augustine”, il che suggerisce che gli stabilimenti della regione siano dispersi e raggiungibili solo con tragitti lunghi e sconnessi. La trasferta del 13 gennaio, a giudicare dalla brevità del resoconto e dal rientro nel primo meriggio, sembra essere stata più contenuta, coerente col periodo di stallo lavorativo descritto nell’entrata.

[2] Il ciclo finanziario della Frontprice, per come emerge dal corpus, presenta uno sfasamento sistematico fra attività e retribuzione. I mesi di intensa tabulazione, come marzo e aprile, generano compensi che vengono corrisposti con ritardo, mentre i mesi di stallo, come gennaio, consumano le riserve accumulate nei mesi precedenti. Arthur tornerà su questo meccanismo con crescente frustrazione nelle entrate di marzo 1926, dove il contrasto fra il guadagno giornaliero elevato e la liquidità immediata ridottissima diventerà uno dei temi portanti della cronistoria finanziaria del Libro Quarto.

[3] Il sistema a doppio calendario è un dato materiale che ha implicazioni filologiche rilevanti. Se le entrate in trasferta vengono composte prima sull’agendicola e poi trascritte sul diario principale, ciò significa che il testo che leggiamo non è sempre il testo scritto a caldo, ma una versione mediata, possibilmente emendata o ampliata durante la trascrizione. Il grado di fedeltà fra le due versioni non è verificabile, ma la dichiarazione di Arthur che l’agendicola ammette “regole lascive” suggerisce che la versione originale sia più grezza e meno controllata di quella che finisce nel diario. Il problema è analogo, su scala minore, a quello degli appunti sparsi riscritti “in bella grafia” e reinseriti nel corpus, un processo che Arthur descrive nella #921 e nella #926.

Analisi di Theodore Brooke, tratta da The Quiet Machinery, Vol. II (Hillfoot University Press, 2003).


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