Permanenze #53

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A tratti, la mattinata di Arianna aveva assunto un’inclinazione incerta, velata di una malinconia difficile da arginare. Era arduo tradurre all’esterno la fatica silenziosa che la lotta contro l’inerzia continuava a sottrarle. Le idee affioravano numerose, i progetti anche, ma mancava la forza necessaria a sostenerli. Ogni settimana era un nuovo tentativo: ricalibrare, ricominciare, e lasciar andare ciò che non trovava più posto in una routine ancora in cerca di equilibrio.

Arianna ne riconosceva ormai i segnali. L’appetito che si faceva più incerto, il sonno mai del tutto sufficiente, un progressivo distacco dalle relazioni, molte delle quali, del resto, sembravano restituirle la medesima distanza.

Si soffermò per qualche minuto alla finestra, in attesa che il malumore si sciogliesse con lentezza scivolando dal suo viso. Poi, raccolto quel poco di coraggio che bastava, si sedette alla scrivania.

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