Ah, già — l’ora legale.
Il mondo, in fondo, non concede nulla senza chiedere qualcosa in cambio: toccava restituire persino quell’ora in più guadagnata a ottobre. Tra i pensieri che affioravano nel risveglio domenicale di Arianna, vi era anche questo.
È sorprendente come possa bastare un’ora ad alterare la percezione del tempo. Domani, forse, non ci si penserà più e ne resterà appena un accenno nell’allungarsi delle giornate, ma oggi, quella sottrazione appare tangibile, quasi fastidiosa.
Poco male, comunque. Il risveglio era stato, dopotutto, uno dei più semplici delle ultime settimane. La giornata si annunciava densa di urgenze rimaste in sospeso e di piccole incombenze da assolvere prima dell’inizio della nuova settimana. Il tempo uggioso lasciava ancora un’eco di pigrizia, ma ormai lieve, quasi docile, facilmente modellabile.

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