Permanenze #48

By

Nel mezzo del pomeriggio lavorativo, Arianna si alzò per recuperare il suo maglione e indossarlo, alla ricerca di un po’ di tepore. Le ultime settimane avevano accennato a una primavera ancora incerta, ma in quella giornata ogni traccia sembrava essersi dissolta. Il mattino si era aperto con un’aria fredda e un breve temporale, lasciando poi spazio a un vento insistente, rigido, e tagliente, del tutto inatteso.

Anche i colleghi apparivano più affamati del solito, forse per la noia sottile che il grigiore diffuso portava con sé. Le scorte erano ormai esaurite e il quartiere offriva ben poche alternative per procurarsi qualcosa da mangiare. Tra una battuta e l’altra, Arianna si ritrovò a immaginare quanto sarebbe stato gradito avere, lì vicino, una piccola gastronomia.

La immaginava semplice: una sola vetrina affacciata sulla strada, un locale antico, quasi d’altri tempi, con pareti in pietra rossastra e un arco a sorreggere il soffitto; all’interno, un bancone colmo di affettati, formaggi, vaschette di preparazioni pronte, e qualche dolce fatto in casa; alle spalle, infine, una selezione ordinata di pane, fragrante e ancora tiepido. Il “Buongiorno” della commessa avrebbe poi invitato a entrare ogni cliente, in modo spontaneo e accogliente.

Arianna sorrise tra sé: lei e i suoi colleghi ne sarebbero diventati clienti abituali. Dopotutto, chi avrebbe resistito alla tentazione di fermarsi in un posticino così carino, soprattutto nel mezzo di un pomeriggio freddo e affamato?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da mvrcodelrio.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere