La tenda copriva soltanto una sottile porzione della finestra, lasciando intravedere il panorama esterno tra i ghirigori ricamati nel tessuto. Accoglieva con delicatezza la luce dell’alba che si posava prima sulla parete, poi sul bordo del letto, e, infine, sul davanzale.
Le coperte giacevano ancora arruffate. Sulle lenzuola restava l’impronta del sonno appena concluso, destinata a svanire presto nel corso della routine del mattino. L’aria della stanza era fresca, ma si andava intiepidendo gradualmente, minuto dopo minuto.
Arianna si avvicinò alla finestra e, chiudendo gli occhi, si lasciò avvolgere da calore mite e accogliente dei primi raggi del sole.

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