Permanenze #43

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Tra le idee sospese di Arianna, una di quelle che da più tempo riposava in un cassetto era la realizzazione di un piccolo progetto personale. Avrebbe voluto creare una collezione di quadri che raccontasse, come una sequenza di vignette, una storia. Ogni volta che ci ragionava su, le idee sembravano, però, sfuggirle.

Quel giorno un’insolita forza si mosse dentro di lei. Prese alcuni fogli dal suo scrittoio, una matita e si sedette alla scrivania, abbozzando qualche schizzo. Con tratti leggeri e ancora incerti scelse quella che sarebbe diventata la prima scena della sua narrazione.

Sul foglio prese forma un bosco. Alberi alti e sottili si allungavano verso l’alto, lasciando filtrare una luce tenue tra i rami. Un sentiero appena accennato attraversava il sottobosco, come se qualcuno lo avesse percorso poche volte, o forse lo stesse scoprendo proprio in quel momento. Arianna osservò il disegno per qualche istante con la sensazione che quella strada tracciata dalla matita non appartenesse soltanto alla storia che stava inventando, ma anche a qualcosa che, dentro di lei, stava appena iniziando.

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