Permanenze #39

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La piccola Lina aveva poco più di cinque mesi, eppure i suoi occhi vispi lasciavano intuire un’età più grande. Dormiva così poco che veniva quasi da chiedersi come riuscisse ad arrivare a fine giornata ancora vigile e curiosa.

Era impossibile non sorridere guardandola, e interagire con lei era un gioco semplice e naturale: ricambiava qualsiasi saluto con attenzione e impegno. Poi, dopo qualche secondo di esitazione, le labbra si incurvavano rapidamente verso le guance, e le gote si sollevavano in un sorriso pieno e luminoso.

Indossava un vestitino chiaro con alcuni piccoli orsetti che finivano puntualmente accartocciati tra le pieghe del tessuto, che a fatica riusciva a restare disteso. Le sue gambe erano in continuo movimento, come se esprimere una felicità che il corpo non sapeva ancora contenere.

La incontravo di rado, ma ogni volta era uno spasso comunicare con lei.

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