Freddo, nebbia, confusione: così si era conclusa la giornata precedente. Persino il vento, che di solito spazza via le nuvole e restituisce respiro all’aria, pareva incerto. Invece di ripulire il cielo, aveva aggiunto altra foschia, come se non sapesse più da che parte soffiare.
Arianna aveva aperto gli occhi presto, ma il capo sembrava voler restare sul cuscino. Ogni idea si muoveva lenta, ogni gesto appariva pesante.
Rimise in ordine la stanza, quasi volesse restituirle l’ordine e la pace che dentro di sé faticava a trovare. Nella luce tenue del mattino, raccogliendo le energie rimaste, si preparò ad avviare la giornata.

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