Cardialgie Acroniche #922

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07/01/1926 – ore 21:45
Siamo giunti in Powles verso il mediodì poscia un breve rifocillamento in Streamver. L’operazioni di montaggio e controprova per strutture e palcoscenico hanno richiesto circa due giri completi di lancetta. Le temperature ben al di sotto dello zero hanno rallentato ‘l piglio e, ‘n incipio, perfino l’entusiasmo. Comprensibile. Le chiare e ‘l lavoro manuale hanno rimediato ‘n breve. La folla pàrvemi limitata dall’alzo del mio punto d’osservazione ma la signorina Blackmourne, coordinatrice dell’intero meriggio m’ha rassicurato in fine che l’affluenza è stata ben più che discreta. Ne son lieto, piute p’il conforto ch’han di che trovare l’altri collaboratori ‘n la Fox Reprise che pe’ successo personale. Debbo aver smarrito oramai poscia ‘sì tant’anni quante volte vìdimi calcare la scena legnosa d’altrettali spettacoli. S’han palesatosi anche i Parker e confido ch’abbiano goduto d’un par d’ore dissimili dalle solitanze intorpidite di Newbrick – ov’or svernano cheti – ed allietati pur dalli compagni miei del circolo ch’hanno avuto di che instaurare una parvenza di primo rapporto conoscitivo. Credo, di contro, ì d’essere financo saturo de’ frequenti intercorsi sociali cui ebbi di ch’ottemperare in quest’ultimo mese ed oi m’è parso ben sottolineato ‘n la tendenza ch’aveo di ch’evitare il corteo di presentazioni formali ch’eventi del genere grandinano in dosso. Dimani, ‘l dì mi trascinerà lontano d’ogni uno e, di fatto, credo casi che l’anno in sé abbia di che vedere luce all’alba ch’ha di che venire ‘n qualche ora. Sèntomi ‘n calibrazione or nuova.

dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”

Powles, 1926

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