Permanenze #35

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In un pomeriggio piovoso, Arianna si era concessa la visita di un museo insieme a Terry.
«Guarda, hanno ristrutturato e restaurato l’intera facciata dall’ultima volta che sono stata qui.»
«È vero, non ci avevo fatto caso. Mancavo da questo posto da così tanto tempo che mi sembra quasi di entrarci per la prima volta.»

L’edificio, antico, risaliva probabilmente alla fine del Settecento. I mattoni rossicci che lo rivestivano si muovevano tra sfumature diverse, alcune più fredde, altre tendenti all’arancio. Era sorprendente come il restauro fosse riuscito a renderlo ancora più autentico.

Un grande portone in legno di rovere accoglieva i visitatori. All’interno, un cortile raccolto ma elegante si apriva nel cuore dell’edificio. Da lì si innalzavano lunghe file di vetrate, disposte su più piani, sulle quali si affacciavano le sale del museo.
Piccole siepi disegnavano un percorso discreto, intervallato da aiuole di fiori colorati e profumati.

Arianna e Terry si sedettero per qualche minuto sulle panchine. Nonostante una primavera ancora incerta, il sole faceva capolino, e concedersi quei raggi silenziosi fu per loro un momento rigenerante.

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