07/07/1925 – ore 19:20 – appunti sparsi
Cheto sta ‘l dedalo già ch’or cammino e fioco com’elli, in ei sussurro, movendo ninnoli d’un piano l’altro, d’una bisaccia a una masserizia, dentro quadri d’ore ch’ho serrato all’occhi di fuori pe’ limare lo sconforto ch’ha giunto sin cagione. Ruinarmi, qual consiglio che solgo dar via alli studenti, pe’ divenire novello e fatto, pe’ guadare ‘l confino del di me labbio ch’or incespica e bracciare un mento levato ‘sì com’altri parti han tratto addietro. Che siamo, oimè, fuorché di secca tinta crepata ‘n un diario effigiare lo che deveria ser entità nova e che’l dì appresso, canuta e smunta, dimandaci l’ennesimo divenire. V’è chi ‘n le bricie perocché non si contenta e dismembrasi finove mai l’altri poten scorgere, pur meno iudicare. Colui, o lor ben venga, ch’al venir le stelle va’ sin lagrime salvate o lena, la mane lo specchia casi di nome dissimile, omo in fine di merito in più.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Terzo, “Contraddizioni Epifaniche”

Quasafrasi – by E. Ashcroft
Silenzioso è il labirinto che ora percorro, e fioco come lui mi muovo al suo interno, quasi sussurrando, spostando piccoli oggetti da un piano all’altro, da una borsa a un mobile, dentro ore che ho chiuso fuori dallo sguardo degli altri per attenuare uno sconforto arrivato senza motivo apparente. “Rovinati per diventare nuovo”, è il consiglio che spesso do agli studenti: distruggersi per ricostruirsi, per attraversare il confine della propria esitazione e sollevare il mento, come altri prima di noi hanno saputo fare. Ma cosa siamo, se non una tinta secca e screpolata che, in un diario, cerca di rappresentare ciò che dovrebbe essere un’identità nuova e che già il giorno dopo, ingrigita e svuotata, ci chiede l’ennesima trasformazione? C’è chi si scompone in frammenti perché non si accontenta, chi si smembra fino a diventare irriconoscibile, così che nessuno possa davvero vederlo, e ancor meno giudicarlo. Ben venga, invece, chi alla sera arriva senza lacrime trattenute e senza affanno: al mattino lo specchio gli restituisce quasi un nome diverso, un uomo che ha guadagnato qualcosa in più.
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