Qualche scatto e rumore dal concerto dei Vox Lupi di venerdì sera all’Otherside Rock Pub. Sia messo a verbale ch’io ho richiesto un orario antecedente alle 22 postmeridiane in modo da usufruire delle mie complete facoltà cognitive e vocali. Tale richiesta è stata negata. E si sente. D’ogni modo, sulle piattaforme sociali credo vi sia molta più roba interessante; non lo so, io ho solo questo blog e non ho idea di quali prospettive dei Vox Lupi vengano offerte sull’Instagram od ovunque il complesso sia attivo. Vabbè.
Io e @federobyb, a quanto pare gli ultimi rimasti sul palco, alla fine.
[…] Sara, ho scritto “Scusa” sulla foto che ho sul muro: / Ero indeciso tra un “Ti amo”, “Un po’ mi manchi” e un “Vaffanculo” / Ma ti dona la distanza, un po’ mi ispira, un po’ mi stanca, / In fondo, un po’ come la spiaggia o come la tua faccia. / Sara, sa di sale la Peroni in riva al mare / E sarà questo temporale o le mie lacrime randagie: / Ho ancora in testa il tuo fuggire improvvisato quel mattino / In cui hai deciso che alla fine era tempo di un addio. / Che poi lo sai che nonostante tutto questo “Mai” / Era già inciso dentro ad ogni “No”. / Lo so, lo so ch’è il viaggio, in fondo, non il traguardo; /Sarà semmai per un’altra volta, / Ti aspetterò, qui, in California.[…] – “Santa Barbara”
[Il mondo crolla e] sto / Correndo in tondo, affondo e in fondo /Un posto non ce l’ho /Ma attendo sporco e sbronzo e forse / E’ solo un greve incedere / Di cenere e macerie e resta / Un sogno, un “non lo so” / E ragnatele nella testa “So long, short and hopeless love / I still blame myself for the lies you told, / For the words we lost and the oaths I loathe / I’m on the up and up, at least it’s what I’m told“ E il mondo crolla e sto / Correndo in tondo, affondo e in fondo / Un posto qui ce l’ho / E attendo sporco e sbronzo un altro / Lento e greve incedere / Di cenere e macerie e resta / Un sogno, un “tornerò” / E ragnatele nella testa / E ragnatele tutto intorno. […] – “Ragnatele”
[…] Ché tra un presente di niente, e le domande indigeste, / c’è ancora l’aura lucente delle mie scelte di merda. / E grandinava un’ottava più alta su una scena di James Dean / E s’inciampava per strada, urlando, pure quel mercoledì / In cui sembrava facile anche scordare fosse estate / Ma adesso siamo cose state, due cazzate e le lezioni mai imparate. […] – “Lezioni Mai Imparate”
[…] Scusa il disturbo, non ti cerco più. / Ricordi quando lo dicevi anche tu? / Tra ‘l parlottare d’una vecchia tv / E ‘l dondolare tra que’ vizi e virtù / A pensare a quanto è stupido lasciarsi andare / O pensare di poterlo fare; / ‘Sta volta è diversa, ho la porta già aperta / E son stanco del niente che bussa e mi parla di noi / Ma resterà il colore, / Resteranno solo due parole vuote / Urlate al tetro vetro di un portone / E resterò un’errore, / Resterà il dolore / Dell’inchiostro sulla pelle / Che, come te, resta indelebile. […] – “Indelebile”
[…] So, this is what it was? A fucking waste of time. / Mind you, I’ve grown enough to stare at your lifeless eyes / You clumsy little dear, you’ve left your knife in me, / Don’t mind my glide ‘coz I want to free fall. / Was it the care I showed or the love I soaked you in / While falling apart? /Or maybe was it the songs I wrote or the ghost I’ve become / Just to give you my goddamn heart? / Or was my usual stubborn way to throw myself / In the same mistakes I keep saying I learn from? / Or was that just the way you like to play? Oh, well, / I’m over it today, no, wait, I’d fucking slice your head off! […] “No, Wait…”
[…] Sarà sempre come mi chiedevi tu: Aggrappati alle foglie in un vento d’ottobre, Un cappotto sul cuore e parole di sole Ma sarà sempre come lo volevi tu: Naufragati nel niente di un altro dicembre Di neve perenne e il per sempre che sognavi tu. […] – “scusasusanna”
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