Giorni strani, in bilico tra un inverno che stentava a congedarsi e una primavera ancora troppo timida per manifestarsi. Arianna rifletteva l’instabilità del mondo esterno nell’andamento altalenante dei suoi ritmi circadiani. La stanchezza latente, soprattutto in alcuni risvegli, era notevole.
Godeva talvolta di qualche mezz’ora in più di sonno, portando comunque a buon fine buona parte delle attività del primo mattino ma sacrificandone inevitabilmente alcune, a cui ritagliava poi piccoli spazi durante la giornata. Le bastava però allontanarsi dal letto per qualche minuto e le energie ritornavano, vigorose, determinate e pronte.
Stava dedicando tantissimo tempo ad attività nuove: spaziavano dalla lettura alla formazione, dalla cura di sé alla cultura e alla musica, al punto che ore del giorno sembravano non bastarle mai.

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