Un’altra intensa giornata lavorativa era giunta al termine. Arianna aveva perso il conto delle incombenze affrontate: dalle richieste dei clienti a burocrazie contabili insolite e particolarmente impegnative, che le erano costate almeno un paio di sospiri accompagnati da un inevitabile “rifaccio tutto da capo, vediamo se stavolta i conti tornano”.
Al secondo tentativo, infatti, tutto era tornato al proprio posto. Non avrebbe potuto essere altrimenti: sotto quell’aspetto era vigile e precisa, amava i numeri e quella perfezione silenziosa che si portavano dietro.
Archiviata la parte più impegnativa del lavoro, si concesse una pausa davanti a un caffè caldo, il cui tepore riuscì a mitigare l’umore incerto e lunatico di quella giornata.

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