03.01.1926 – ore 08:10
Nefasti punzi all’angoli posteriori della corona dentale distràggonomi ‘n quest’ultimi due dì; credo, di contro, d’essere riuscito a reposare di maniera soddisfacente, nonostante l’istintivo, celere e ampio arco che l’arti hanno esploso stamane alla ricerca del bottone ch’arresta il martelletto della sveglia, di modo da mutarne ‘l pianto e lassarmi coll’occhi serrati qualche mezzora addizionale. Sto tentando di ripristinare un rituale di solitanze depurative nell’ore che precedono l’alba, intendesi pe’ la frazione corporea che la mentale. Non aveo divinato l’anestetico pe’ le cavità orali ma fino a che placa ‘l demone ch’or pàremi aver preso residenza lìvi didentro, orbé, fàssi. Attendo cauto e immobile ancor casi un’intero giro di lancette prima di scrollare graziosamente Lily del suo sonno di modo che ‘l costume oramai d’ella acquisito della veglia tarda non influisca sulle sue prestazioni pe’l previsto rientro ‘n Accademia poscia i fermi d’inizio anno. Dimani debbo destarla ancor prima per cotale cagione. Tuttavia, i piani pe’ la mane saranno di compiacenza p’entrambi, avendo schedulato ‘n breve zonzo presso la gargantuesca biblioteca alle porte di Bolinthos, uno dei siti ch’ella idolatra della regione. In essa, per quanto involontariamente distratti dal novello e ‘l celeberrimo, dovremmo attenerci a un superficiale peruso pe’ non scialacquare l’intero dì carezzando le spine di tomi e volumi ch’ancora ‘n possiamo permetterci. Lo ch’apprezzo d’ella, di mezzo dell’ennesima lista ch’avrei di che stilare, è l’encomiabile costanza nella sete d’apprendimento e ‘l contrasto che si staglia al paragone coll’ì che fu e ‘l coetaneo, oltre ch’il veterano o ‘l saltuario, ov’ella sfoggia una crescente collezione di libercoli e compendi e nulla ch’ombra le mensole vi s’è poggiato sin ch’ella non n’abbia sfogliato ogni faccia. Ì medesimo, ‘n la libreria ch’or divido con Lily non posso dir altrettanto, sebbene l’incipio d’una rincorsa casi a motivo d’orgoglio ha da poco preso moto. Qual gaio p’un padre al testimoniare l’indissolubile brama pe’ la conoscenza e l’intrinseca eleganza formale ch’ha ‘l vivere ‘l pargolo ‘n milliaia di menti inchiostrate su carta. V’è speme, non nego, ch’anch’ella raggiunga un calamaio pe’ ricambiare ‘l favore pelli che han da venire.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”

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