Dopo una giornata piuttosto faticosa, Arianna si concesse qualche minuto seduta nel silenzio tranquillo di casa. Appoggiò delicatamente la testa allo schienale del divano, sollevò lo sguardo verso l’alto e, con un lungo respiro distensivo, chiuse gli occhi. Nulla, in quel momento, avrebbe potuto rilassarla di più.
Continuò a respirare lentamente ancora per qualche minuto, assaporando l’assenza di rumori, il vuoto delle stanze e la quiete sottile che da esso scaturiva.
Quando riaprì gli occhi si guardò intorno. Si domandò se quell’inizio d’anno trascorso a riordinare cassetti, documenti e materiali non fosse, in fondo, un tentativo inconsapevole di rimettere ordine anche nei propri pensieri e nella propria vita; e se quel bisogno di chiarezza interiore avrebbe trovato, prima o poi, una forma compiuta. Che poi, pensandoci bene, si rassicurò: negli ultimi anni era già riuscita a impegnarsi molto in quella direzione, diventando una persona che, fino a non molto tempo prima, non avrebbe mai immaginato di poter essere…

Lascia un commento