Permanenze #13

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Il lavoro di catalogazione che Arianna aveva intrapreso si rivelava ora dopo ora più lungo del previsto e, a dirla tutta, anche discretamente antipatico. Gli articoli da registrare e i cassetti da verificare erano innumerevoli e, dopo qualche ora, lo sguardo iniziava a perdere lucidità e le cifre a confondersi tra loro.

A darle man forte era stato incaricato anche Cristiano, che tuttavia, a eccezione di un paio di mezz’ore ritagliate nei giorni precedenti, pareva non riuscire a trovare il tempo per sostiuirla. Era un ragazzo giovane, pronto di mente e capace, ma non sempre altrettanto solerte: una certa inclinazione alla pigrizia, talvolta, prendeva il sopravvento sulla buona volontà.

La giornata trascorsa senza interruzioni le lasciò in dono un lieve mal di testa che implorava una pausa. Decise così che l’indomani avrebbe sospeso quell’incombenza, per tornare alle mansioni consuete. Dopotutto, in due giorni era riuscita a catalogare quasi cinquanta dei duecento cassetti complessivi, e anche il responsabile, con parole misurate, aveva lasciato intendere che un maggiore contributo di Cristiano sarebbe stato gradito.

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