Se le giornate precedenti erano trascorse sotto il segno di un passo piuttosto rallentato, l’inizio della nuova settimana aveva restituito ad Arianna una riserva inattesa di energia e determinazione. Tra le ragioni, una era la più importante: il desiderio di riprendere possesso del proprio tempo, di ricavarne qualche spazio da destinare allo svago e alla quiete mentale.
Anche il lavoro fortunatamente procedeva senza urgenze pressioni. Le ore scorrevano ordinate, dedicate alla catalogazione di una vasta sezione del magazzino: un’intera parete, dal soffitto al pavimento, interamente rivestita di cassetti colmi di materiali diversi. Il compito consisteva nel riportare, in un catalogo lungo e minuzioso, il numero di ciascun cassetto accanto al relativo articolo, così da rendere più agevoli le future ricerche.
I cassetti erano circa duecento. Lei e un collega si alternavano per procedere più speditamente e, al tempo stesso, concedere tregua agli occhi, che si affaticavano in fretta sotto quella richiesta continua di attenzione, precisione e prontezza.

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