02.01.1926
L’impresa pe’ guadagnare un poco di reposo che meriti tal nomea non ha avuto fine ancòra; ier al buio del mio lato del quarto, or diviso longitudinalmente dallo di Lily per via d’alcune librerie ‘n legno, fu ben poco comodo rivoltarmi d’una guancia all’altra dissopra del guanciale nel tentativo di scovare una nicchia ben predisposta_al mio sonno ‘sì necessario quanto imperativo. Lily m’ha comunicato, stamane, che poco ha scorso prima ch’ella potesse sentire ‘l mio grugnire inconscio giungere dell’altro lato delli scaffali librati eppure pàremi d’aver speso ore prima ch’il ricordo del dì che fu si spengesse didietro delle palpebre. Mi sono destato pe’l secondo dì colla scapola mancina ben più che dolorante, quissà pe’l mio consueto girotondo notturno alla ricerca d’un sonno sin pause e sogni, quissà pe’l meteo o le solitanze recenti ch’in qualche modo han filtrato fino lìvi. L’ore ch’han confinatomi presso ‘l tino ‘n solitaria nell’attesa dalla compagnia della mia temporanea coinquilina l’ho spese sul tomo incipito ne’ dì appena iti, terminando l’ultima pagina con bensperata soddisfazione; m’è raro, di fatto, riconoscere le trame cronacate ‘n maniera eccellente tanto da comprendere ed intuire all’epilogo che molto dello ch’ho assimilato ‘n que’ capitoli faràmmi da bastone pe’ molte meriggiate cogitative. Tale, però, fu codesta e ne sono gaio. Dallo scaffale de’ tomi ancor di che spulciare ho estratto, quissà, lo che di più nemetico v’era, delle dimensioni d’un forattino – e della stessa gravità al tatto – sin narrazione o dialoghi, mera sbratta concettuale dalle plausibili applicazioni pratiche. L’acquolina dell’ego già m’inumidisce i polpastrelli al pensiero d’aver di che lassarmi rimbambire da cotanta saggezza superba. Pàiomi prevenuto e pregiudicato, aimè, pur mai prima averne profondito alcunchè di tale famigerato autore; debbo catenare tale controproducente atteggiamento ‘n avanguardia. Poco v’è ‘n programma pe’l meriggio innanzi, fuori d’alcune ricapitolazioni pe’ l’anno conclusosi ‘n ambito impiegatizio, la ricalibrazione dell’articoli previsti pe’ la mia rivista cotidiana e ‘l supporto più emotivo che pratico che debbo riversare sulla pulzella ch’or abita ‘l quarto meco. S’ulteriori accorgimenti alla pianificazione ne svieranno ‘l corso lasserò ch’il me di dimani ne discorra riguardo.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”


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