La domenica era ancora avvolta da un cielo uggioso, ma stavolta non abbastanza da sottrarre energie ad Arianna. La tabella di marcia che si era disegnata per la giornata si rivelò fitta e carica di piccoli arretrati da recuperare. Le occorse quindi una discreta forza di volontà per destarsi di buon’ora, concedersi una colazione adeguata e mettersi al lavoro.
La prima occupazione fu il rinvaso di alcune piante. Ne possedeva poche, ma ciascuna reclamava ormai uno spazio più ampio in cui crescere. Aveva acquistato un vaso nuovo, ampio, destinato alla più alta e sofferente. Con pazienza trasferì poi le altre, una dopo l’altra, nei vasi che man mano liberava.
Il resto della giornata si consumò quasi interamente nella stesura di alcune note contabili, tanto necessarie quanto impegnative. Trascorse gran parte della mattinata e quasi tutto il pomeriggio davanti allo schermo, tanto da avvertire, verso sera, una stanchezza velata. Nulla che un sonno profondo non avrebbe potuto ristorare, s’intende.
L’ultima parte del giorno fu riservata a una cena con alcune vecchie conoscenze, amicizie di lunga data che il tempo aveva un po’ sbiadito. Si preparò con calma, e con una bottiglia di vino stretta sotto il braccio si avviò verso il paese vicino, attraversando il buio e il grigio di una pioggia invernale che pareva non avere intenzione di cessare.


Lascia un commento