Permanenze #10

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Alcune urgenze inattese, tra cui la necessità di rimediare a lievi negligenze lasciate dai colleghi assenti, avevano reso intensi anche gli ultimi giorni della settimana.

Arianna aveva trascorso buona parte della mattinata nella riscrittura di un documento importante: alcuni refusi, purtroppo non trascurabili, avevano imposto una nuova versione, richiesta con comunicazione ufficiale dal destinatario. Il resto della giornata si era consumato in pratiche di ordinaria amministrazione, quelle sempre presenti con ostinata discrezione.

Anche il tempo suonava le stesse note di quella stanchezza diffusa. L’aria era uggiosa, e se già l’inverno portava gli animi in letargo, quella giornata ancor di più. Da giorni scendeva una pioggia sottile e continua. Le goccioline d’acqua sembravano in sospensione, come se non stessero realmente cadendo. Il freddo non era più rigido, eppure l’umidità e il grigiore si erano accomodati, insinuandosi soprattutto nei vicoli e sotto i portici, dove sottili correnti pungenti intorpidivano le mani, le gambe, e anche lo spirito.

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