La meticolosa sistemazione degli spazi aveva ricomposto anche l’assetto mentale. Ordinare e catalogare erano, per Arianna, più che semplici attività. Si sentiva sollevata nel constatare come, dal disordine, potesse emergere un criterio con cui pianificare i passaggi e intervenire con cura e pazienza per ridipingere il destino di un marasma spettinato.
Ogni oggetto aveva ora una collocazione precisa, un post-it a identificarlo, un inventario accurato a registrarne la presenza. Oltre alla necessità di restituire decoro a quella stanza, quel lavoro si sarebbe rivelato utile per avere finalmente sotto gli occhi la reale consistenza di ciò che c’era. Molti oggetti erano infatti mischiati, sparsi e confusamente ammassati, tanto da non riuscire quasi a distinguerli.
Adesso, si disse, è il momento di apprezzare questa rinnovata dignità. Ogni cosa ha riacquistato serenità, colore e fierezza.


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