07.12.1925
Rigida mane qui’n tino poscia ‘ver faticato non poco a giungere ‘llo stato d’incoscienza nel buio ito, quissà pe’ l’aver indugiato didentro al giaciglio la mane scorsa o le poche obbligazioni fisiche del dì corso. Lily reposa e ì mi dimando qual sia ‘l modo milliore pe’ frontare l’ore innanzi; vi sono stati barlumi promettenti nell’ultimi giri de’ braccini e debbo confidare ch’il resto delle lune a venire siano differenti da le ch’han trascinatomi a codesta situazione. Vi saranno sacrifizi ch’avrò di che accettare e debbo pur costringermi a ingollare ulteriore acido pe’l benestare delli dintorno me. La ventura ch’ho intrapreso sin troppi piani avrà di che spalmarsi in vari campi del commercio, e mi capita di dubbiare sull’effettiva utilità che ciò potrebbe infondere ditorno; tuttavia, coll’influsso creativo del signor Bush, omonimia nefasta della musa mia, son convinto vi possano essere risvolti più che positivi che ‘n posso divinare al momento. Furon mesi ch’ì ‘n settavo a blaterare sull’agendicola e vedomi interpretarlo com’una rinnovata determinazione ‘n li piani ch’ho appuntato pe’ l’anno ‘n attesa. Com’èmmi pristino, poche dell’ambizioni ch’aveo di che soddisfare nello corrente han avuto di che disfarsi, ben chiaro colla mia inettitudine, e ‘n vi sono ulteriori giustificazioni o lune ch’han ch’arrestarmi dal ripetere cotale slavina. Obbligo mio com’individuo di tal specie di tal età sarà lo di giungere allo gradino ch’aveo sfiorato appena colle palme nell’incipio del gennaio ito e ch’ho mirato pannarsi ‘n la foschia crudele delli fallimenti e incapacità. Tali han preso forma di medaglie piccicate or sull’intero busto mio e se d’un lato anelo al rigare l’ambizioni ch’ho scritto novamente, altri passi falsi m’attendono salivando ed ì poc’altro ch’approcciarli ad arme larghe posso fare. Non me ne dispiaccio affatto, di contro. Fremo.
dai Diari di Arthur Parker, Libro Quarto, “Cardialgie Acroniche”

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