Permanenze #5

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Il mondo sembrava essere rientrato, quasi ovunque, alla sua consuetudine. Bambini e ragazzi di nuovo a scuola, adulti in auto intenti a districarsi nel traffico del rientro… Tutto aveva ripreso il corso di sempre.

In controtendenza, Arianna poteva invece concedersi ancora qualche giorno di tregua. Non era propriamente riposo, piuttosto una forma diversa di lavoro. Dopo un pomeriggio trascorso in compagnia e una sera segnata dalla stanchezza, il riposo della sera, breve ma profondo, si era rivelato sufficiente a restituirle energie e lucidità. La giornata seguente fu interamente dedicata alla sistemazione del magazzino del circolo culturale di cui faceva parte. Era uno spazio che, da anni, viveva in una sorta di oblio. Non tanto perché fosse rimasto chiuso, quanto perché l’accumulo di materiali e un disinteresse non del tutto trascurabile dei frequentatori ne avevano favorito l’abbandono, lasciando che polvere e tempo vi si depositassero giorno dopo giorno.

Arianna trasferì tutto in un’altra stanza, procedendo con pazienza alla catalogazione di ogni cosa. Al termine, lasciò la porta aperta, permettendo all’aria di circolare e alla luce di rientrare. Anche quello spazio, da mesi e mesi abbandonato, poteva tornare a respirare.

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