Un’altra mattina aveva preso il via con la consueta lentezza.
Il riposo e le energie continuavano a nascondersi timidamente nonostante i tentativi di Arianna, ormai messi in atto da diversi giorni, di rintracciarli in qualche interstizio del tempo. Aprendo gli occhi, si rese conto che le otto erano già passate e che la luce del giorno si era ormai palesata, chiara e inequivocabile.
Alzandosi, meditava sulla direzione su cui impostare la sua giornata, cercando di bilanciare le fatiche dei gesti con qualche pensiero dalle buone intenzioni. Si concesse una colazione diversa dal consueto, dolce e inattesa, un modo come un altro per richiamare a sé un accenno di stimolo.
Uscita di casa, si avviò verso l’abitazione di un altro dei suoi studenti, questa volta a piedi. Le interruzioni stradali dovute ad alcune feste del periodo avrebbero reso poco agevole l’uso dell’auto. Decise di coprirsi con cura e di affrontare il freddo concedendosi una camminata e lasciando accordare il passo lento, senza resistenza, al ritmo del giorno.


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