Il Diario dei Trialoghi Icastici #237 (#602)

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21/02/1925 – ore 20:20 – #237 (#602)

Ho decisamente esagerato ier sera colle chiare ‘n compagnia di Florence: stamane l’emicrania m’ha destato prima del trillo della sveglia e ho frontato la mane d’urgenze esausto e coll’umore poco affabile. Ho appena recuperato il mio piccolo taccuino da viaggio, lo che celo meco nel taschino interno del cotto ‘n pelle, pe’ discernere alcuni punti che mi son capitati d’in tra le recchie oi, tra un tabulato compilato e un capitolo letto, tra un viaggio lontano da Lylcoin e la viscosità oziosa e stanca di April Street. Mi son reso conto che le mie vicissitudini, durante i colloqui coll’altri individui, scivolano sovente in secondo piano e che paio ricevere scarsa curiosità verso lo che sono di fatto le mie attività secondarie, i miei umori, le mie imprese diarie o qualsiasi altro oggetto che scorre pe’l capo. Ho attribuito tale situazione al mio essere un ottimo ascoltatore, un ottimo risponditore e incentivatore di dialoghi, fomentando le quistioni corrette ove il mio interlocutore debba espandere, mostrando genuino e minuzioso interesse verso purtanto le più facete nuove. Ben chiaro sii in codesto paragrafo ch’il tutto ciò non mi turba, ne sto solo sottilineando la realizzazione odierna e stabilendo uno schema ch’ormai è storico e non s’è proposto una sola volta o magari due. Ammetto d’aver contribuito anch’ì alla cementificazione di tale atteggiamento da parte dell’altri, probabilmente, colla mia ermetica solitanza nel rispondere criptico, colla maestria ch’ormai possiedo nel celare le mie effettive tempeste didentro ma non nego che vi sono state tante volte – ancor di più col senno di poi – in cui le conversazioni han tergiversato sulla mia persona per quel minimo tempo necessario pe’ strapparmi un paio di motti pe’ strattornarmi poi vigorosamente didentro delle vicissitudini dell’altro(a) sin badare a una reciproca e dignitosa distribuzione del tempo concesso agli argomenti d’uno e dell’altro. Oibò, credo d’essermi perduto un poco nella costruzione di quest’ultimi periodi ma poco importa, sto gittando su carta sin leggere o pensare prima di far movere le dita. Di contro, a discapito dello ch’ho appena sciorinato riguardo, penso ch’opterò p’un’immersione ancor più dedicata verso l’interlocutore del caso, chennò, anche l’avventore ch’ha di che capitarmi di torno, interrogando e finando le mie capacità di comprensione e stimolo al dialogo che, ‘sì pare, han giovato molte delle voci che finiscono pe’ condividere del tempo meco. Tale sperimentazione antitetica all’entrata credo che incosciamente possa stimolare una realizzazione dall’altre parte del mio ascoltare, permeando di rispetto e bisogna di reciprocità sin che la quistione venga frontata apertamente, sebbene, quissà, meriterebbe un qualche accenno con taluni. Ne riporterò i risultati a tempo debito. Or paio cedere un poco al sonno e un poco mi scoccia: durante il dì, tra le piane e i monti di Hillfoot, mi trovo frequentemente intriso di motivazione, idee e spunti pe’ molti scritti, opere e progetti che, s’il tempo lo permettesse, avrebbero un che d’invidiabile e soddisfacente. Eppure, di contro, giunto in Lylcoin, l’arti cominciano a cedere, casi ch’il quarto ove dormo di solito li rapisca al varcar della soglia. Sto raddrizzando la rotta dì dopo dì, per vero, e non posso assolutamente biasimare il naturale deterioramento dell’energie diarie ma, lo che posso fare, è gestire in maniera più ottimale i picchi e i fossi di codesta, al meglio che posso, rendendo eccezionali i primi e non morti i secondi. D’altronde, lassare, quissà, le attività meno laboriose pei picchi in basso potrebbe confortare la mia fame di produttività anche ne’ momenti pigri e trascinarmi uno scalino innanzi anche quando ‘l vecchio Arthur avrebbe solo riposto le vele e lassato cadere l’àncora. Debbo segnarmi di costruire un listino d’attività dividendole in base al livello d’energia massimo/minimo necessario pe’ completarle. V’è anche un’altra frase ch’ormai son giorni che mi ronza pe’ le tempie: attività e giornate ordinarie porteranno a risultati a ordinari.



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