Il Diario dei Trialoghi Icastici #232 (#597)

By

16/02/1925 – ore 22:14 – #232 (#597)

Florence ha raggiunto i mie’ quarti ‘n April Street durante la mane, alcune ore a seguito dell’orario di levata di Lily. Il tono delle conversazioni odierne s’è contrapposto drasticamente alle del dì addietro, preferendo argomenti più faceti e sin richieste intellettive esose. Ella ci ha compagnato nel nullafacere pe’ alcune ore fino la bisogna di Lily di tornare sui libelli accademici in vista delle settimane innanzi ed ì mi son lassato recuperare un poco di energie mentali ancor scadenti a causa della mia incostante qualità del sonno durante la notte. Le immagini che si palesano durante l’ora di buio, nella semi-coscienza dell’ì sdraiato al giaciglio, son sempre più variopinte, astruse e frequenti. Non sembro d’essere in grado di esplicare la cagione di cotanta inquietudine apparente poiché, di fatto, non la percepisco durante l’ore di veglia, di contro, mi par di condurre mani e meriggi colla rinnovata e cheta flemma che ‘sì tanto predicavomi ne’ mesi iti. Pondero spesso sulle cause fisiologiche dell’ambiente del quarto dedicato al riposo sebbene non riesca a trovarvi anomalie palesi – o iscoste chessìa – che deliniino un punto ove attuare cangiamenti. Fianco codesta_assenza, di fatto, debbo risolvermi all’accettare possa trattarsi d’un qualché di psicologico che, tuttavia, faccio fatica a sottolineare tra i meandri del cogitar costante. Per vero, più unici che rari son que’ racconti onirici che m’inquietano e scotono, e ben grato ne sono, ma la nitidità dell’immagini, il forsennato incedere dell’azioni ‘n essi e l’aleatorietà delle scene e dell’argomenti credo mi precluda quella rigenerazione fisica e mentale ch’abbisogno pe’ mantenere invidiabili i mie’ livelli di produttività ed efficienza. Probabilmente n’esplorerò alcune questioni con la dottoressa Nauer quando ‘l tempo lo permetterà – mi attende una settimana frenetica, d’in tra molti luoghi distanti da Lylcoin. Domani, a Dawn con Victoria, debbo assolutamente compilare tutti i tabulati della Vendrot del luogo nel minor tempo possibile poiché l’assemblea in Streamver della sera richiederà una pristina lucidità da parte mia e se riuscissi a rosicchiare dal primo meriggio un’ora o due pe’ un bagno caldo e una pennica sarebbe oro colato. È tardi e debbo trascinarmi a letto colla speme d’una notte celere e silente.

Lilian “Lily” Rebecca Parker, Forthem, Contea di Gersburg, 1925


Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da mvrcodelrio.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere