Il Diario dei Trialoghi Icastici #191 (#556)

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06/01/1925 – ore 20:50- #191 (#556)

Poscia l’interruzioni notturne ch’han recatomi non pochi crucci sull’effettiva qualità del mio recupero fisico – nonostante la trascurabile fatica de’ giorni appena scorsi – mi son veduto impostare l’ennesimo dì avulso dall’obbligazioni per la Frontprice. Nulla d’estremamente complicato, tuttavia, oi che la maggior preoccupazione è stata continuare a infondere costanza ai mie’ progetti artistici. Mi son regalato anche qualche mezzora di lettura approfondita prima di lassare in serata l’appartamento e recarmi presso la locanda di Mark. Non mi trovo ‘n un periodo d’estrema socievolezza, come quissà da molto oramai e apprezzo la riservatezza che so di trovare presso Mark ov’ognuno interagisce il minimo indispensabile alle normali operazioni d’una locanda e nulla più. Vero è che vi sono ciarle e baccano saltuari, com’è corretto che sia in tale ambiente, ma non m’arrecano disturbo alcuno, oi. Dimani profitterò della compagnia di Stewart per alcune obbligazioni inventariali e ‘l meriggio terminerà presso la Fox Reprise, in Streamver, dalla quale latito da qualche mese. Non son ben sicuro ancora quanto di fatto sarò affabile ‘n presenza dell’altri soci, tantomeno quanto gradirò ciarlare con Stewart durante il tragitto mattutino ma confido di non intaccare il mio austero ma composto e rispettoso atteggiamento dell’ultime settimane. Al momento sto scrivendo su codeste paginette sapendo d’aver tralasciato molte entrate ne’ mesi precedenti che opportunamente ricollezionerò da un brandello di carta o un altro per avere un qualsivoglia manoscritto completo al termine di questo secondo diario. Mi dimando sovente quanto durerà ancora codesta mia fissazione per cronacare ‘n maniera ‘sì vaga talvolta e di contro ‘sì precisa talaltre e sopra di tutto se vi sia in fine una meta letteraria da qualche parte. Per vero, so che tante delle novelle e de’ brani ch’a volte mi vengon di scribacchiare quivi sono dirottati presso l’altri mie’ progetti e assumono molte altre forme e suoni e quissà è codesto, di fatto, il luogo perfetto per cotanta divagazione dalla poca sostanza concreta. È un’ambrosia non indifferente ver com’ì mi trovi a discorrere sin prender il fiato o sgomitolare ‘l pensiero e che i paragrafi s’aprano ‘sì quivi come li sento frullar nel cranio. Di altro canto, l’agenda precedente e l’attuale son state concepite apposta per cotante vanvere e trialoghi.



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