04/01/1925 – ore 20:59 – #189 (#554)
Son poche e trascurabili l’obbligazioni de’ primi dì dell’anno, tanto che mi son ritrovato a oziare non poco nel meriggio odierno, dondolando fra una lettura non impegnativa e una serie di faccende domestiche di poco conto. Ada, di fatto, m’ha raggiunto durante le prime ore della mane per una rassettata ben studiata e ne attendo il ritorno pure dimani pel’ultime minuzie. Viene scuro ancor d’ora presta ma ciò non mi turba e, di contro, confido concili quell’assopimento che tant’agogno verso quest’ora del vespro. La giornata ch’ha da venire non sarà molto differente della appena scioata ma mi sono promesso di scavarne qualche spunto a mio vantaggio, quissà elaborando un poco meglio alcuni programmi pei mesi a venire or che l’agenda che tengo meco è muta e nuda come poc’altre volte vidi ne’ mesi scorsi. Le vicissitudini poco succulente dell’ultimi giorni mi costringono a entrate striminzite in codesti foglietti ove tentenno ancora prima d’elaborare in scritti il quadrante metafisico del mio vivere. Di fatto, mi pare che lo che didentro scalpita sia inversamente proporzionale a lo ch’in fondo metto per iscritto su questo secondo diariucolo da giullare. Che dimani mi veda costretto a corniciare il mio scorrer diario di modo che codesta giumenta tormentata non tolga l’occhi dal sentiero? Ben ha di che guaire, mi dico, poco prima che lo sperone sgraffi la fianca.

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